La trasformazione dell'ACE in credito d'imposta IRAP, con esempi pratici

Premessa generale
Il decreto Legge n. 91/2014 (Decreto Monti) ha introdotto la possibilità di convertire l’eccedenza ACE in un credito d’imposta utilizzabile in diminuzione dell’Irap da versare e pertanto i contribuenti che presentano un’eccedenza Ace inutilizzabile per incapienza del reddito imponibile, possono decidere di convertirla in credito d’imposta e di portarla a riduzione dell’Irap dovuta (la scelta può essere esercitata sia dai soggetti Ires che dai soggetti IRPEF).

Nota: il credito IRAP ottenuto dalla trasformazione delle eccedenze di ACE è utilizzabile in compensazione nel modello F24 nell’anno in cui viene presentata la dichiarazione IRAP e l’eccedenza ACE trasformata in credito d’imposta IRAP deve essere indicata nella colonna 14 del rigo RS 113.

COME FUNZIONA IL CALCO DELL’ACE
Come noto l’ACE consiste in una detassazione totale di una parte del reddito imponibile, che riguarda i seguenti soggetti: le società per azioni; le società a responsabilità limitata; le società in accomandita per azioni; le società cooperative; le società di mutua assicurazione; gli enti pubblici e privati aventi per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di un’attività commerciale; le stabili organizzazioni residenti nel territorio dello Stato; le società in nome collettivo in contabilità ordinaria; le società in accomandita semplice in contabilità ordinaria; le imprese individuali in contabilità ordinaria.

TABELLA DEL RENDIMENTO NOZIONALE: anni 2011-2012-2013 3%; esercizio in corso al 31/12/2014 4%; esercizio in corso al 31/12/2015 4,5%; esercizio in corso al 31/12/2016 4,75%.

CALCOLO ACE SOGGETTI IRES:
LA PERCENTUALE DI CUI ALLA TABELLA SI APPLICA ALLA DIFFERENZA TRA: -PATRIMONIO NETTO ESISTENTE ALLA FINE DELL’ESERCIZIO 31/12/2015 (escluso l’utile di esercizio) e il PATRIMONIO NETTO ESISTENTE AL 31/12/2010 (escluso l’utile di esercizio).
Se la deduzione ACE supera il reddito complessivo netto può essere riportata negli esercizi successivi senza limiti di tempo .

Nota: nel novero dei soggetti Ires a cui spetta l’agevolazione rientrano le società di capitali (srl, spa, cooperative…), gli Enti commerciali residenti in Italia e anche le società in liquidazione volontaria o in concordato preventivo.
Sono invece esclusi gli Enti non commerciali e le società in fallimento, liquidazione coatta o Amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi la cui procedura è finalizzata solamente alla liquidazione (spetta l’ACE se lo scopo è il risanamento con la continuità aziendale).

GLI INCREMENTI RILEVANTI
Sono rilevanti ai fini del calcolo: i conferimenti in denaro (dalla data di versamento); gli utili accantonati a riserva (dall’inizio esercizio in cui si delibera la destinazione).
Costituiscono conferimenti anche le rinunce dei soci (dalla data di rinuncia) alla restituzione dei crediti verso la società e per le società neo-costituite si considera incremento l’intero versamento del Capitale sociale.
I DECREMENTI RILEVANTI
Vanno considerati i seguenti decrementi: riduzioni di patrimonio netto con attribuzione ai soci a qualsiasi titolo effettuate (da inizio esercizio in cui si sono verificate).

Nota: se in presenza di reddito capiente non viene utilizzata tutta l’ACE, la parte di ACE che poteva essere utilizzata è persa.
L’ Agenzia delle Entrate ha confermato che gli accantonamenti di utili assumono rilievo fin dall’inizio dell’esercizio in cui è stata assunta la delibera dell’Assemblea; pertanto anche le eventuali distribuzioni di riserve di utili vanno conteggiate con decorrenza dall’inizio dell’esercizio indipendentemente dalla data in cui l’erogazione è avvenuta.

CALCOLO ACE IMPRENDITORI INDIVIDUALI E SOCIETA’ DI PERSONE IN CONTABILITA’ ORDINARIA
Ai fini del calcolo occorre considerare IL PATRIMONIO NETTO ESISTENTE ALLA FINE DELL’ESERCIZIO (incluso l’utile di esercizio…

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