Anticorruzione: 'correttivo' e Freedom Of Information Act (FOIA)

  1. Premessa.

Nella Gazzetta Ufficiale 8 giugno 2016, n. 132, è stato finalmente pubblicato il decreto legislativo 25 maggio 2016, n.97, recante la revisione e la semplificazione delle disposizioni in materia di prevenzione della corruzione, pubblicità e trasparenza, ovvero il c.d. “Correttivo” della legge 6 novembre 2012, n. 190 nonché del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33.

Si rammenta che il provvedimento era stato approvato, a titolo definitivo, dopo i pareri delle Commissioni parlamentari (A.G. 267), recependo le indicazioni delle stesse sul silenzio diniego e sull’assenza dei costi a carico dei cittadini per l’invio in forma digitale dei documenti, dal Governo nel corso del Consiglio dei Ministri del 16 maggio 2016.

Il decreto è stato predisposto in ragione della delega conferita dall’articolo 7 della legge n. 124 del 2015, in materia, appunto, di pubblicità, trasparenza e diffusione delle informazioni da parte delle Pubbliche Amministrazioni.

Le modifiche introdotte hanno un chiaro duplice obiettivo: quello di rafforzare la trasparenza amministrativa, favorendo forme diffuse di controllo da parte dei cittadini, e di consentire una più efficace azione di contrasto alle condotte illecite nelle pubbliche amministrazioni.

Evidente appare, quindi, la centralità della “trasparenza” come elemento caratterizzante della policy, valorizzando sempre più l’approccio preventivo al fenomeno, in contrapposizione a quello puramente repressivo che ha, di fatto, caratterizzato la lotta alla corruzione nel nostro Paese sino alla legge 190 del 2012.

Una trasparenza assicurata (anche) mediante il c.d. “accesso civico”: con ciò intendendo la libertà di accesso di chiunque, indipendentemente dalla titolarità di situazioni giuridicamente rilevanti, ai dati e ai documenti detenuti dalle pubbliche amministrazioni, tramite la pubblicazione di documenti, informazioni e dati concernenti l’organizzazione e l’attività delle stesse.

In buona sostanza, viene introdotta nell’ordinamento nazionale una nuova forma di accesso civico ai dati e documenti pubblici equivalente a quella che nel sistema anglosassone è definita Freedom of information act (FOIA), che consente ai cittadini di richiedere anche dati e documenti che le pubbliche amministrazioni non hanno l’obbligo di pubblicare.

Un intervento correttivo reso possibile anche grazie alla sempre crescente maturità culturale degli attori, ben consci che la lotta alla corruzione non possa prescindere da un cambiamento sociale, in tal senso si ritiene, in un’ottica sociale, che la Corruzione sparisca nel momento preciso in cui se ne prende coscienza1.

Il piano nazionale anticorruzione adottato dall’ANAC sarà, poi, più semplice, snello e di facile attuazione per le Pubbliche Amministrazioni che dovranno recepirlo nei propri piani triennali.

Esaminiamo, di seguito, il contenuto del decreto.

  1. Il “Correttivo”.

Il provvedimento, suddiviso in 3 Capi, si compone di complessivi 44 articoli.

Sullo schema di decreto, sono stati sentiti la Conferenza Unificata ed il Garante per la protezione dei dati personali, nonché acquisiti i pareri del Consiglio di Stato, della Commissione bicamerale per la semplificazione e delle Commissioni parlamentari competenti.

Il Capo I reca numerose novelle al decreto legislativo n. 33 del 2013, riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle Pubbliche Amministrazioni.

L’articolo 1, introduce espressamente il riferimento al diritto di accesso civico.

L’articolo 2 specifica la nozione di trasparenza, la quale deve essere intesa come accessibilità totale dei dati e dei documenti detenuti dalle Pubbliche Amministrazioni, finalizzata a garantire una maggiore tutela dei diritti fondamentali, dei cittadini volti a promuovere la partecipazione degli interessati all’attività amministrativa.

L’articolo 3 interviene sull’articolo 2 del decreto legislativo n. 33…

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