Pegno non possessorio: la creazione di un nuovo privilegio a favore delle banche

di Gianfranco Benvenuto

Pubblicato il 4 maggio 2016

nuova forma di garanzia che si caratterizza per essere circoscritta al mondo dell’impresa, per essere rivolta unicamente alle banche ed intermediari finanziari e per avere ad oggetto solo beni mobili destinati all’esercizio dell’impresa (con esclusione dei beni mobili registrati); richiede la forma scritta ma non lo “spossessamento” che, nel pegno tradizionale, è previsto a scudo di sostituzioni del bene a danno di altri creditori
monte di pietaLa Stampa ha dato risalto alla notizia che il c.d. Decreto Banche, approvato il 29/4/16, assieme ad importanti misure volte a contenere il danno patito dagli obbligazionisti dei quattro istituti di credito in default (BancaMarche, BancaEtruria, CariFerrara, CariChieti), ha introdotto a favore degli istituti finanziari una nuova figura di garanzia reale denominata “pegno non possessorio”. Detta forma di garanzia si caratterizza per essere circoscritta al mondo dell’impresa, per essere rivolta unicamente alle banche ed intermediari finanziari e per avere ad oggetto solo beni mobili destinati all’esercizio dell’impresa (con esclusione dei beni mobili registrati); richiede la forma scritta ma non lo “spossessamento” che, nel pegno tradizionale, è previsto a scudo di sostituzioni del bene a danno di altri creditori. La novità era già stata raccomandata dalla commissio