Assegnazione agevolata di beni ai soci: trattamento contabile

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La legge di stabilità 2016 [L. 28.12.2015, n. 208] ha introdotto disposizioni atte a consentire l’assegnazione agevolata di beni ai soci e di trasformazione in società semplice delle società commerciali, a fronte dell’assolvimento di un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e dell’IRAP, con contestuale riduzione dell’imposta di registro.

Una delle ipotesi nelle quali la procedura si rende maggiormente vantaggiosa è quella della società non operativa [«di comodo»], cioè della gestione in forma di società commerciale di beni e attività di fatto non relativi a una gestione commerciale, penalizzata dall’art. 30 della L. n. 724/1994.

Il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili [CNDCEC] è intervenuto al riguardo con un documento uscito nel mese di marzo 2016, che analizza il trattamento contabile dell’assegnazione dei beni ai soci, alla luce delle disposizioni del codice civile e dei Principi contabili nazionali OIC.

In particolare, a seguito dell’eliminazione dell’area straordinaria del conto economico, il documento informa che le plusvalenze da assegnazione, che non hanno una contropartita monetaria, dovranno essere inserite nella voce A5 del conto economico [«altri proventi»].

Se invece dall’assegnazione dei beni ai soci si genera una minusvalenza, tale componente negativo di reddito dovrà essere iscritto nella voce B.14 [«oneri diversi di gestione»].

Soggetti interessati

Per quanto disposto dall’art. 1, comma 115, della L. 28.12.2015, n. 208 [legge di stabilità 2016], la procedura di assegnazione agevolata può essere adottata:

  • dalle società commerciali [s.n.c., s.a.s., s.r.l., s.p.a., s.a.p.a.] che, entro il 30.9.2016, assegnano o cedono ai soci beni immobili diversi da quelli strumentali per destinazione, o beni mobili iscritti in pubblici registri non utilizzati come beni strumentali nell’attività propria dell’impresa;

  • a condizione che tutti i soci risultino iscritti nel libro dei soci, ove prescritto, alla data del 30.9.2015, ovvero che vengano iscritti entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della stessa legge di stabilità, in forza di titolo di trasferimento avente data certa anteriore al primo ottobre 2015;

  • dalle società che hanno per oggetto esclusivo o principale la gestione dei predetti beni e che entro il 30.9.2016 si trasformano in società semplici.

Imposizione sostitutiva

Stabilisce il successivo comma 116 che sulla differenza tra il valore normale dei beni assegnati o, in caso di trasformazione, quello dei beni posseduti all’atto della trasformazione, e il loro costo fiscalmente riconosciuto, si applica un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e dell’IRAP , con le seguenti aliquote:

  • società in generale: 8%;

  • società considerate non operative in almeno due dei tre periodi di imposta precedenti a quello in corso al momento dell’assegnazione, cessione o trasformazione: 10,5%.

Le riserve in sospensione d’imposta annullate per effetto dell’assegnazione dei beni ai soci e quelle delle società che si trasformano sono assoggettate a imposta sostitutiva nella misura del 13%.

Relativamente a questi aspetti si osserva che alle società considerate «di comodo», ai sensi all’art. 30 della L. n. 724/1994, per almeno due periodi di imposta su tre [nel triennio di osservazione 2013-14-15] viene applicata in sede di imposizione sostitutiva un’aliquota maggiore.

Trattamento contabile

L’assegnazione dei beni ai soci può avvenire in sede di:

  • distribuzione dell’utile d’esercizio;

  • ripartizione di riserve (di utili o di capitale);

  • riduzione del capitale sociale, come, per esempio, nei…

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