Un particolare caso di operazioni intracomunitarie: l’appalto con cliente straniero

di Giovambattista Palumbo

Pubblicato il 26 aprile 2016

operazioni intracomunitarie per la fabbricazione di stampi tra committente inglese e appaltatrice italiana ma quest'ultima incarica una società subappaltatrice; analizziamo il caso, con particolare attenzione alle casistiche legate alla spedizione del prodotto

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 23761 del 20.11.2015, ha affrontato un particolare caso di operazioni intracomunitarie.

Nel caso di specie, a seguito della stipula di un contratto d'appalto, avente ad oggetto la costruzione di stampi da utilizzare nella produzione di testate cilindriche, tra la società committente, con sede in Gran Bretagna, e la appaltatrice, residente in Italia, quest'ultima, su richiesta della stessa committente, incaricava della realizzazione della fabbricazione degli stampi e delle testate cilindriche una società subappaltatrice.

Realizzati e consegnati i prodotti finali, l’appaltatrice provvedeva, quindi, ad emettere fatture nei confronti della committente, senza liquidazione dell'IVA in quanto operazioni di cessione intracomunitaria non imponibili, ai sensi dell'art. 41, c. 1, lett. a, DL n. 331/1993 conv. in legge n. 427/1993.

L'Ufficio dell'Agenzia delle Entrate, notificava allora all’appaltatrice un avviso di accertamento, contestando la sussistenza dei presupposti normativi della non imponibilità, in quanto gli stampi erano rimasti presso la ditta subappaltatrice al termine delle lavorazioni, e non erano stati trasferiti nel territorio dello Stato membro della società inglese cessionaria, come richiesto dalla normativa tributaria.

L'avviso era opposto dalla società che risultava vittoriosa in entrambi i gradi di giudizio.

La CTR dell’Emilia-Romagna rilevava in particolare che la società contribuente aveva fornito prova che la realizzazione degli stampi e la costruzione dei prodotti finali concernevano il medesimo contratto di appalto, che prevedeva l'affidamento in subappalto dei lavori, con la conseguenza che il presupposto del trasferimento degli stampi nel territorio dello Stato membro della cessionaria, doveva essere verificato, non al termine di efficacia del contratto di appalto di fornitura, ma al termine del ciclo produttivo, e cioè della completa usura o distruzione dello stampo nel corso del tempo.

E nella specie tale evento non si era ancora realizzato, i