Incassi professionali dopo la cessazione dell’attività: il problema dell’IVA

Pubblicato il 28 aprile 2016

i professionisti, anche se comunicano all’Agenzia delle entrate la cessazione dell’attività prima di incassare ed emettere le fatture relative alle prestazioni effettuate, sono tenuti ad effettuare il versamento dell’imposta sul valore aggiunto sugli importi incassati dopo la cessazione dell'attività

I contribuenti se comunicano all’Agenzia delle entrate la cessazione dell’attività prima di incassare ed emettere le fatture relative alle prestazioni poste in essere sono tenuti ad effettuare il versamento dell’imposta sul valore aggiunto. Il principio è stato affermato dalla Corte di Cassazione.

Secondo quanto precisato dalla Suprema Corte, con la sentenza n. 8059 a Sezioni Unite, depositata il 21 aprile scorso, l’Iva resta dovuta anche se l’incasso delle prestazioni professionali si verifica dopo la cessazione del numero di partita Iva. In questo caso non vale obiettare che al momento dell’incasso della prestazione, rilevante ai fini della fatturazione, il contribuente, avendo comunicato preventivamente la cessazione, non è più in possesso della soggettività passiva ex art. 5 del D.P.R. n. 633/1972.

Il caso esaminato dal giudice di legalità riguardava un architetto che, avendo incassato i compensi professio