Il piano di risanamento attestato e la convenzione di moratoria

di Gianfranco Benvenuto

Pubblicato il 22 marzo 2016

l'articolo descrive i piani di risanamento di cui spiega i contenuti e gli effetti, mettendoli a confronto con l’istituto della convenzione di moratoria recentemente introdotta dal Legislatore; vengono inoltre illustrati gli incentivi fiscali e le garanzie penali volte a favorire l’applicazione delle soluzioni stragiudiziali della crisi in sintonia alle linee guida della prossima ed imminente riforma della complessiva materia concorsuale che le pone sempre più in una posizione di rilievo
APPUNTI1) Il piano di risanamento attestato: contenuti ed effetti I Piani di risanamento attestati sono strumenti meno conosciuti di altri utilizzati nella risoluzione della crisi d’impresa e ciò sia per la essenzialità delle espressioni usate dal legislatore nel prevederli (non parlerei di disciplina), sia per la riservatezza che normalmente copre detti piani, elaborati in seno alle imprese e destinati ad essere noti solo a pochi creditori (di solito enti creditizi). Del piano attestato il legislatore della riforma fallimentare fa menzione unicamente all’articolo 67 attribuendo agli “atti, pagamenti e garanzie” poste in essere in esecuzione dei piani attestati, il beneficio dell’esenzione dalla revocatoria. Da ciò si comprende quindi, la finalità del piano attestato: esso, nell’eventualità di un successivo fallimento, assicura stabilità ad atti, pagamenti e garanzie concessi su beni del debitore. *** Questo beneficio, al quale i creditori possono essere interessati, è garantito dal rispetto delle seguenti condizioni: a) che gli atti, i pagamenti e le garanzie siano compiuti in esecuzione di un piano idoneo a consentire il risanamento della esposizione debitoria e che assicuri il riequilibrio della situazione finanziaria dell’imprenditore; b) che la fattibilità del piano di risanamento sia attestata da un professionista indipendente iscritto nel registro dei revisori contabili. Il legislatore non dice altro e quindi occorre fare un sforzo di integrazione e di interpretazione. Facciamo intanto alcune osservazioni sul piano attestato di risanamento cercando di rispondere a qualche semplice quesito. Il piano è predisposto dall’imprenditore (o dai suoi consulenti) e deliberato dall’organo amministrativo; il legislatore si riferisce ai “piani” già all’articolo 2381 c.c. allorché attribuisce all’organo amministrativo il compito di “esaminare i piani strategici, industriali, finanz