Dal falso in bilancio ai reati tributari

le operazioni fraudolente a fini fiscali, se contabilizzate, integrano il reato di falso in bilancio e giustificano il sequestro del maggior profitto ad esse equivalente sui beni dei soggetti coinvolti

toto-carcere-immagineLe operazioni fraudolente del D.Lgs n. 74 del 2000 integrano sempre il reato di falso in bilancio e giustificano il sequestro del maggior profitto ad esse equivalente. È questa in ultima analisi, a margine della questione sul falso valutativo, la conferma che esce fuori dalla sentenza della cassazione n. 6916 del 22.02.2016.

In attesa che la Cassazione a sezioni unite1, in ultimo investita della questione, chiarisca in che misura le valutazioni di bilancio rilevano nella determinazione dei reati societari di cui agli articoli 2621 e segg., del codice civile, intervento richiesto in seguito ai diversi orientamenti pro e contro sorti sulle novità introdotte dalla Legge 27 maggio 2015, n. 69, ad oggi esistono dei punti fermi, qualche chiarificazione d’ordine logico sistematico e alcuni dubbi forse irrisolvibili.

Tra i punti fermi possiamo citare una serie di fatti oggettivanti in grado di sostanziare un reato societario2 e sono, senza pretesa di esaustività, le seguenti operazioni:

  • ricavi falsamente incrementati;

  • i costi non appostati;

  • le false attestazioni di esistenza di conti bancari;

  • l’annotazione di fatture emesse per operazioni inesistenti;

  • l’iscrizione di crediti non più esigibili per l’intervenuto fallimento dei debitori in mancanza di attivo;

  • la mancata svalutazione di una partecipazione in una controllata in stato di fallimento;

  • l’omessa indicazione della vendita o dell’acquisto di beni;

  • l’omessa indicazione dell’esistenza di un debito per il quale sia in atto un contenzioso nel quale la società è soccombente;

  • l’iscrizione all’attivo di crediti derivanti da contratti fittizi;

  • l’iscrizione all’attivo di crediti derivanti da fatture relative ad operazioni inesistenti;

  • l’iscrizione all’attivo di crediti derivanti da fatture da emettere in violazione dei criteri sulla competenza.

Molte voci della predetta elencazione rappresentano il “nocciolo” dei medesimi reati integranti la condotta penal tributaria.

Un arguta ricostruzione logico sistematica rinvenibile in un passo della sentenza n. 6916 del 22.02.2016, è che “la valutazione” quale elemento autonomamente oggettivante un reato societario, salvo smentite dalla SS.UU., appartiene a disposizione ante riforma; quindi non più esistente. Del ché, sempre secondo la cassazione, la semplice valutazione, ancorata ad elementi certi, conosciuti o conoscibili, e precisi, fa si che il dato numerico da essa ritratto non sia considerabile un fatto materialmente utilizzabile per configurare un reato societario.

Diversamente, ed è la conclusione a cui arriva la cassazione, un dato numerico, ancorché frutto di valutazione, ma il cui presupposto di determinazione sia ancorato a dati, fatti e/o elementi idonei a determinare un dato numerico diverso da quello esposto con un “fatto materiale” veicolato per il tramite di bilanci, relazioni e comunicazioni sociali, attraverso cui si concretizza la falsa comunicazione sociale, è idoneo a suffragare un reato societario.

Conclude la cassazione che “la tesi della superfluità dell’accenno normativo alle valutazioni non è pertanto più sostenibile”; tale tesi di superfluità sarebbe stata sostenibile “… se la norma avesse indicato i fatti materiali come ‘risultato delle valutazioni’”. Ed ancora, “Nel momento in cui, invece, il dato letterale collocava i fatti materiali a montedelle valutazioni, designandoli quali oggetto delle stesse, l’espressa previsione di rilevanza penale di queste ultime era viceversa determinante nell’estendere la portata della norma incriminatrice alle registrazioni contabili non direttamente afferenti a fatti materiali, ma riconducibili agli stessi per il tramite delle valutazioni che le giustificano.

L’assunto a cui giunge la Cassazione con questa considerazione, ripreso dalla sentenza n. 33774/2015, spinge il redattore del bilancio alla individuazione degli…

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