Tributi locali: i termini di prescrizione

Si premette che in questo periodo i Comuni hanno notificato molte comunicazioni di accertamento, in materia di tributi locali, per cui, sull’argomento in esame, ho avvertito la necessità di fare le precisazioni di seguito indicate, perché la disciplina cambia secondo il tributo di riferimento.

NOZIONE DI PRESCRIZIONE E DECADENZA

Ritengo opportuno precisare la nozione di prescrizione e decadenza.

La prescrizione è un mezzo con cui l’ordinamento giuridico opera l’estinzione dei diritti quando il titolare non li esercita entro il termine previsto dalla legge.

Secondo l’art. 2934 c.c. (Estinzione dei diritti) Ogni diritto si estingue per prescrizione, quando il titolare non lo esercita per il tempo determinato dalla legge.
Secondo l’art. 2946 c.c. (Prescrizione ordinaria) salvi i casi in cui la legge dispone diversamente i diritti si estinguono per prescrizione con il decorso di dieci anni.

La decadenza consiste nella perdita della possibilità di esercitare un diritto per il mancato esercizio in un termine perentorio.

Secondo l’art. 2964 c.c. (Inapplicabilità di regole della prescrizione) quando un diritto deve esercitarsi entro un dato termine sotto pena di decadenza, non si applicano le norme relative all’interruzione della prescrizione.
La decadenza consiste nella perdita della possibilità di esercitare un diritto per il mancato compimento di un’attività o di un determinato atto, nei termini previsti dalla legge. La sua funzione è limitare i tempi di incertezza delle situazioni giuridiche. Infatti non sono ammesse interruzioni e sospensioni, salvo che sia diversamente disposto.
L’unico modo per evitare la decadenza è compiere l’atto nei termini previsti.
In termini pratici i due concetti sono molto simili, ma giuridicamente diversi. La prescrizione, infatti, è stabilita solo dalla legge mentre la decadenza può anche essere frutto di accordi tra due parti.
Esempio tipico di decadenza: il termine entro cui si devono contestare i vizi sui beni acquistati dai consumatori (due mesi dalla loro scoperta);
Esempio tipico di prescrizione: il termine entro il quale tale diritto può essere esercitato, promuovendo magari una causa (due anni dall’acquisto).
Si evidenzia che sia la prescrizione che la decadenza non possono essere rilevate d’ufficio da un giudice. Ciò significa che è necessario contestare attivamente il decorso dei termini, senza aspettare che sia il giudice a rilevare il fatto.
La Cassazione civile, sezione V, Sentenza n.28530 del 20/12/2013 (udienza del 29/10/2013) ha affermato che:

la decadenza dell’A.F. dall’esercizio del potere nei confronti del contribuente, in quanto stabilita in favore e nell’interesse esclusivo del contribuente, in materia di diritti da questo disponibili, non può essere rilevata d’ufficio dal giudice, ma deve essere dedotta dal contribuente in sede giudiziale;

mentre la decadenza del contribuente dall’esercizio di un potere nei confronti A.F., in quanto stabilita in favore di quest’ultima e attinente a situazioni indisponibili, perché disciplinata da un regime legale non derogabile, rinunciabile o modificabile dalle parti, è rilevabile anche d’ufficio (Cassazione 11521/2004 e 10665/2003).

La Cassazione ha così richiamato il principio consolidato che il potere impositivo dell’A.F. non può decadere d’ufficio, mentre ha ribadito che il giudice può rilevare, al contrario, la decadenza di un potere del contribuente contro l’A.F.
La prescrizione e la decadenza sono elementi da eccepire subito, sia quando si intende esercitare un diritto sia quando ci vengono chiesti adempimenti (pagamenti di multe, bollette, cartelle esattoriali, etc.).
Il pagamento preclude la possibilità di opporre la prescrizione.
Vediamo i termini usati dalla norma, che, come prima detto, sono simili.

PRESCRIZIONE DELL’ACCERTAMENTO DEI TRIBUTI LOCALI. TERMINE ULTIMO DA CONSIDERARE: DATA …

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