L’accertamento da documentazione extracontabile, un brogliaccio scritto o documenti informatici con il “nero”

di Giovambattista Palumbo

Pubblicato il 10 febbraio 2016

fino a che punto il Fisco può utilizzare la documentazione extracontabile (brogliaccio scritto o file digitale) rinvenuta in sede di verifica?

finanza_immagine4La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 16706 del 12.08.2015, ha deciso un caso in cui da una verifica della GdF era emersa l'esistenza di numerose operazioni riportate su un documento extracontabile (un brogliaccio), alcune delle quali coincidenti con le registrazioni nella contabilità ufficiale (e con pagamenti in parte confluiti su un conto corrente intestato alla stessa società), tutte nei confronti di clienti abituali della società sottoposta a verifica.

Nei confronti di uno di questi clienti conseguiva dunque una verifica della GdF, da cui emergeva l’omessa fatturazione di operazioni imponibili.

La CTR, nel respingere l’appello della società, osservava che l'accertamento non si basava su una doppia presunzione, ma muoveva dal fatto noto delle analitiche annotazioni del brogliaccio extracontabile, munite di riscontri esterni, sicchè poteva dirsi correttamente raggiunta la prova presuntiva delle omesse fatturazioni.

I giudici di legittimità, dopo aver rilevato che i giudici di secondo grado non si erano sostituiti alla amministrazione finanziaria nella somministrazione della prova, avendo acquisito copia del p.v.c. e del brogliaccio allegato, dato che, ai sensi del comma 1 dell'articolo 7 del decreto legislativo 546 del 1992, "Le commissioni tributarie, ai fini istruttori e nei limiti dei fatti dedotti dalle parti, esercitano tutte le facoltà di accesso, di richiesta di dati, di informazioni e chiarimenti conferite agli uffici tributari ed all'ente locale da ciascuna legge d'imposta"(cfr Cass., ord. n. 13549 del 2015, con richiamo a Cass., sent. n. 9843 del 2014, n. 28855 del 2008 e n. 23132 del 2004), affermano quindi che il D.P.R. n. 633 del 1972, art. 54 dispone, tra l'altro, che l'i