La verifica dei limiti per la tenuta della contabilità

Premessa
Come di consueto prima di procedere con le registrazioni contabili del nuovo anno  occorre verificare l’ammontare dei ricavi/compensi o il volume d’affari IVA per valutare se possibile applicare, rispettivamente, il regime di contabilità semplificata ovvero per determinare la liquidazione dell’iva trimestralmente o mensilmente.
Cosa prevede la normativa in materia
Le persone fisiche che esercitano imprese commerciali e le società di persone, qualora i ricavi conseguiti in un anno intero non abbiano superato l’ammontare di:
a) euro 400.000,00, per le imprese aventi per oggetto prestazioni di servizi;
b) euro 700.000,00, per le imprese aventi per oggetto altre attività;
sono esonerate per l’anno successivo dalla tenuta della contabilità ordinaria.
Per i contribuenti che esercitano contemporaneamente prestazioni di servizi e altre attività si fa riferimento all’ammontare dei ricavi relativi alla attività prevalente ( in mancanza della distinta annotazione dei ricavi, si considerano prevalenti le attività diverse dalle prestazioni di servizi).
Nota: in materia di tenuta della contabilità , come disposto dall’ art. 13, comma 1, D.P.R. 600/1973, si possono avere le seguenti casistiche:
a) contabilità ordinaria per obbligo: si applica in via generale alle spa, srl, sapa, cooperative e mutue assicuratrici,enti pubblici e privati diversi dalle società, che hanno per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciali,associazioni non riconosciute, i consorzi e le altre organizzazioni non appartenenti ad altri soggetti passivi, che hanno per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciali;
b) contabilità ordinaria per obbligo a seguito del superamento del limite dei ricavi previsto dalla norma: si applica alle società in nome collettivo, le società in accomandita semplice e i soggetti ad esse equiparate – art. 5 del TUIR,le persone fisiche che esercitano imprese commerciali – art. 55 del TUIR,gli enti pubblici e privati diversi dalle società, che, esercitano un’attività commerciale in via non prevalente.
Come si determinano i ricavi ai fini del calcolo del limite
Al fine di verificare quale regime contabile adottare per il 2016, è necessario verificare se l’ammontare dei ricavi conseguito nel 2015 superi i predetti limiti, con le seguenti modalità operative: i ricavi vanno individuati in base al principio di competenza e in caso in caso di inizio attività, è necessario ragguagliare ad anno i ricavi presunti.
Vanno considerati i corrispettivi delle cessioni di beni/servizi alla cui produzione/scambio è diretta l’attività dell’impresa; i corrispettivi delle cessioni di materie prime e sussidiarie, di semilavorati e di altri beni mobili (sono esclusi quelli strumentali, acquistati o prodotti per essere impiegati nella produzione); l’assegnazione dei predetti beni ai soci/autoconsumo del titolare; la destinazione dei predetti beni a finalità estranee all’esercizio dell’impresa;i contributi in c/esercizio a norma di legge (si applicano gli art. 57 e 85 del TUIR).
I contribuenti che non superano i predetti limiti possono adottare la contabilità semplificata quale “regime naturale” fatta salva la possibilità di optare per il regime ordinario mediante comportamento concludente e con comunicazione dell’opzione o della revoca nella prima dichiarazione annuale Iva da presentare relativamente all’anno in cui la scelta è stata operata (barrare casella nel quadro VO).
Nel caso di contabilità unica per tutte le attività esercitate si considerano prevalenti le attività diverse dai servizi (si applica il limite di euro 700.000,00); in presenza di contabilità con separata annotazione dei ricavi per ciascuna attività si deve fare riferimento all’ammontare dei ricavi relativo all’effettiva attività prevalente ( se è prevalente l’attività di prestazione servizi il limite da applicare è di euro 400.000 ovvero ,in caso contrario, il…

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