Il perfezionamento della notifica per compiuta giacenza

Principio
In caso di notificazione a mezzo del servizio postale, laddove l’atto non possa essere materialmente recapitato, per temporanea assenza del destinatario o per mancanza, inidoneità, assenza di altri legittimi consegnatari, la notifica si ha comunque per eseguita trascorsi dieci giorni dalla data di spedizione della raccomandata con cui si dà notizia all’interessato della giacenza dell’atto. Occorre escludere che, in dette ipotesi, la notifica possa ritenersi perfezionata nel momento, successivo ai dieci giorni di legge, in cui avvenga l’effettivo ritiro dell’atto presso l’ufficio postale. Sostanzialmente, quindi, qualora l’agente postale sia impossibilitato a consegnare l’atto fiscale inviato, ai sensi dell’art. 14 della L. n. 890/1982, dal fisco mediante posta raccomandata (e ciò per via della temporanea assenza del contribuente/destinatario) dovrà allora procedere secondo le procedure come sopra individuate, come segue:
• depositando lo stesso giorno presso l’ufficio postale tale atto;
• dando notizia al medesimo contribuente dell’esperito (infruttuoso) tentativo di notifica dell’atto e del suo conseguente deposito presso l’ufficio postale, mediante avviso (cosiddetta “comunicazione dell’avvenuto deposito”, ovvero anche C.A.D.) in busta chiusa e spedito con lettera raccomandata con avviso di ricevimento (e, quindi, una seconda raccomandata)1. Tale comunicazione di avvenuto deposito dovrà contenere talune informazioni, normativamente indicate, tra cui l’avvertimento che la notificazione si ha comunque per eseguita trascorsi dieci giorni dalla data del deposito e di spedizione della seconda raccomandata (che di norma dovrebbero coincidere);
• trascorsi dieci giorni dalla data di deposito dell’atto e di spedizione della seconda lettera raccomandata senza che il contribuente ne abbia curato il ritiro, restituendo l’avviso di ricevimento al mittente, con annotazione in calce, sottoscritta dall’agente postale, della data di avvenuto deposito e dei motivi che l’anno determinato, dell’indicazione “atto non ritirato entro il termine di dieci giorni” e della data di restituzione.
La notificazione, in questa eventualità, si ha per eseguita decorsi dieci giorni dalla data di spedizione della seconda raccomandata (ovvero dalla data di ritiro del plico, se anteriore); in tale caso, il plico resta comunque giacente presso l’ufficio postale. Infine, trascorsi sei mesi dalla data in cui il piego è stato depositato nell’ufficio postale senza che il destinatario ne abbia curato il ritiro, l’agente postale potrà procedere a restituire il piego stesso al mittente in raccomandazione con annotazione, in calce e sottoscritta, della data dell’avvenuto deposito e dei motivi che l’anno determinato, dell’indicazione “non ritirato entro il termine di centottanta giorni” e della data di restituzione. Tale assunto è stato statuito dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 26088 del 30 dicembre 20152.
 
Vicenda processuale
Il giudice del gravame ha respinto l’appello proposto da un contribuente avverso la sentenza della Ctp, che aveva dichiarato inammissibili per tardività cinque ricorsi contro avvisi di accertamento Ici notificati da un Comune. Esso ha confermato l’inammissibilità rilevata in primo grado, osservando che gli accertamenti erano stati notificati “per compiuta giacenza” il 7 gennaio 2007, mentre il ricorso era stato proposto soltanto il successivo 8 giugno, ben oltre il termine decadenziale di “sessanta giorni dalla data di notificazione dell’atto” fissato dall’articolo 21, comma 1, del Dlgs. 546/1992. Nel ricorso per cassazione, il contribuente, invocando l’applicazione del principio di “scissione degli effetti della notifica” (in virtù del quale occorre tener conto del diverso momento perfezionativo della notificazione per il notificante e per il destinatario) ha precisato che, nella specie, l’originaria …

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