I pericolosi effetti dell’adesione non perfezionata: accertamento definito e/o perfezionato

di Giovambattista Palumbo

Pubblicato il 29 febbraio 2016

una volta definito l'accertamento con adesione, mediante la fissazione anche del quantum debeatur, al contribuente non resta che eseguire l'accordo, versando quanto da esso risulta; attenzione, nel caso in cui il contribuente non versi la cifra concordata ritorna in vigore la pretesa originaria dell'avviso di accertamento!

giustizia2_immagineLa Corte di Cassazione, con l’Ordinanza n. 14553 del 13.07.2015, ha chiarito che quando, come nel caso concreto, l'istanza di adesione abbia avuto buon esito, nel senso che il concordato si sia concluso, l'accertamento così definito diventa intoccabile, tanto da parte del contribuente, che non può più impugnarlo, quanto da parte dell'ufficio, che non può integrarlo o modificarlo, come prescrive l'art. 2, c. 3, del d.lgs. 1997 n.218 (salve le eccezioni, non ricorrenti nel caso di specie, stabilite dal successivo comma 4).

Altra cosa è invece, come ricorda la Corte, il "perfezionamento della definizione" concordata (art. 9), che si ottiene mediante il versamento all'erario di quanto concordemente stabilito (o mediante il versamento della prima rata). Solo dopo il "perfezionamento", ossia dopo il pagamento del debito tributario scaturente dall'accordo, l'atto impositivo perde infatti efficacia (art. 6, comma 4, ult. per.).

I giudici di legittimità così confermano che, una volta definito l'accertamento con adesione, mediante la fissazione anche del quantum debeatur, al contribuente non resta che eseguire l'accordo, versando quanto da esso risulta; essendo normativamente esclusa la possibilità d'impugnare simile accordo e, a maggior ragione, quella d'impugnare l'atto impositivo oggetto della transazione, il quale conserva efficacia, ma solo a garanzia del fisco, finché non sia stata "perfezionata" la procedura, ossia non sia stata interamente eseguita l'obbligazione scaturente dal concordato (così anche Cass. n. 10086/2009 e, sostanzialmente, nello stesso senso, Cass. nn. 18962/2005 e 11982/2011).

L’accertamento con adesione diviene dunque efficace e comporta il superamento definitivo dell’originario atto impositivo solo con il pagamento (tempestivo) dei relativi importi, per scoraggiare manovre diversive tese a ridurre il debito in adesione, salvo poi omettere il pagamento e poter essere escusso solo per il definito, non per l’accertato.

E comunque interessante l’affermazione, secondo cui l’atto impositivo “conserva effic