Acquiescenza processuale e autotutela parziale (con utili fac-simili)

Novella normativa
E’ stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 233 del 7 ottobre 2015 il Decreto Legislativo del 24 settembre 2015, n. 159, recante “Misure per la semplificazione e razionalizzazione delle norme in materia di riscossione”, in attuazione della Legge Delega dell’11 marzo 2014, n. 23, che ha attribuito al Governo il compito di emanare disposizioni per un sistema fiscale più equo, trasparente e orientato alla crescita.
In particolare il provvedimento intende creare un sistema di riscossione che favorisca l’adempimento spontaneo da parte dei contribuenti, anche attraverso la definizione di forme di rateizzazione più ampie e vantaggiose oltre ad intervenire sull’utilizzo del PEC nelle procedure di notifica delle cartelle esattoriali. Il decreto è entrato in vigore il 22 ottobre 2015. L’articolo 11 del Decreto Legislativo 24 settembre 2015, n. 159 modifica, dal 22 ottobre 2015, la disciplina dell’annullamento o di revoca in autotutela degli atti dell’amministrazione finanziaria1.
L’articolo 11 aggiunge i commi da 1-sexies a 1-octies all’ articolo2-quater del D.L. n. 564 del 1994, in particolare prevedendo che:
• nei casi di annullamento o revoca parziali dell’atto, il contribuente può avvalersi degli istituiti di definizione agevolata delle sanzioni previsti per l’atto oggetto di annullamento o revoca, alle medesime condizioni esistenti alla data di notifica dell’atto, purché rinunci al ricorso (in caso di ricorso già proposto, è stabilito che le spese del giudizio restano a carico delle parti che le hanno sostenute – comma 1-sexies2);
• le nuove disposizioni non si applicano nelle ipotesi individuate all’articolo 17, comma 2, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 4723, relative alla definizione agevolata delle sole sanzioni irrogate contestualmente al recupero del tributo (comma 1-septies); in tale ipotesi (DEFINIZIONE DELLE SOLE SANZIONI CON RIDUZIONE A UN TERZO) il contribuente paga un terzo della sanzione irrogata, e comunque non inferiore ad un terzo dei minimi edittali previsti per le violazioni più gravi relative a ciascun tributo, entro il termine previsto per la proposizione del ricorso;
• l’atto di autotutela parziale non è autonomamente impugnabile4, in quanto si tratta di “una rettifica dell’originaria pretesa impositiva e non di un nuovo atto, sostitutivo del precedente annullato” (comma 1-octies)5.
Sussiste la possibilità di prestare acquiescenza in caso di annullamento/revoca parziali dell’atto, anche a contenzioso instaurato.
L’art. 2–quater del D.L. 30.9.1994, n. 564, viene integrato consentendo al contribuente, nel caso di annullamento o di revoca parziali dell’atto, di beneficiare dei provvedimenti di definizione agevolata delle sanzioni alle condizioni vigenti al momento della notifica dell’atto purchè il ricorso sia oggetto di rinuncia (e con spese a carico delle parti che le hanno sostenute). Dopo un provvedimento di autotutela parziale si ha diritto di ACCEDERE agli istituti definitori agevolati con le stesse condizioni esistenti alla notifica dell’atto originario. Viene introdotta, nell’art. 2-quater del DL 564/94, la possibilità di prestare acquiescenza in caso di annullamento/revoca parziali dell’atto, anche a contenzioso instaurato. Tale innovazione non si applica per la definizione agevolata delle sole sanzioni, individuate all’art. 17, c. 2, del d.lgs. 18.12.1997, n. 472, irrogate contestualmente al recupero del tributo.
L’atto di autotutela parziale non è impugnabile autonomamente essendo una semplice rettifica della pretesa originaria e non un atto sostitutivo del precedente annullato. Trattasi dell’acquiescenza disciplinata dall’art. 15 del DLgs. 218/97 ovvero della definizione dell’accertamento con riduzione delle sanzioni a un terzo (che consente la riduzione delle sanzioni a 1/3 dell’irrogato con pagamento rateale) e della definizione delle sanzioni di cui all’art. 16 del …

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