I rimborsi spese erogati dalle associazioni di volontariato: giurisprudenza recente e problematiche di riferimento

di Martino Verrengia

Pubblicato il 21 gennaio 2016

quali sono le spese che possono essere rimborsate e quali non lo sono? Ecco un elenco ben preciso suggerito dalla Cassazione che ha fatto recentemente proprio un orientamento rigoroso in ordine alla qualificazione degli esborsi erogati dalle associazioni di volontariato. Vediamo analiticamente come considerare le varie spese...

Commercialista telematicoI termini della questione

La Corte di Cassazione è tornata di recente - attraverso due interessanti ordinanze - sul controverso tema della qualificazione delle somme erogate dalle associazioni di volontariato ai propri associati, relativamente alle quali c’è sempre il rischio insito nella c.d. “truffa delle etichette”.

E’ chiaro, infatti, come la definizione di tali emolumenti in termini di “rimborsi spese” comporti, a differenza del riconoscimento di veri e propri “compensi” in favore degli associati, un indubbio vantaggio fiscale, non rispondente alla logica del sistema, pur improntata al favor verso il fenomeno associativo.

Per tale ragione, pare particolarmente importante l’operazione definitoria della Suprema Corte, la quale stabilisce:

- in primo luogo, che i pagamenti effettuati dalle associazioni di volontariato ai propri associati a titolo di rimborso forfetario, ossia senza specifico collegamento con spese, singolarmente individuate vanno considerati quali compensi;

- in secondo luogo, che i limiti prefissati per tali importi non possono certamente essere costituiti da somme iscritte ex ante ed in astratto in bilancio bensì da parametri di massima per singolo associato in concreto.

Le ordinanze della Cassazione n. 23890 e 24090 del 2015

La recente ordinanza n. 23890 del 23 novembre 2015 trae origine dal ricorso proposto dall’Agenzia delle Entrate avverso un’associazione volontaria di pubblica assistenza per la cassazione di una sentenza di CTR, la quale ha annullato l'avviso di accertamento con il quale l'Ufficio - previa riqualificazione delle somme erogate dell'associazione ai propri associati come compensi, invece che come rimborsi spese - recuperava a tassazione la relativa ritenuta alla fonte. Secondo i giudici regionali, tali somme dovevano considerarsi rimborsi di spese effettivamente sostenute dai volontari, e non compensi, sia per l'esiguità della somma annua corrisposta sia per le modalità di pagamento.

L’ordinanza n. 24090 del 25 novembre 2015 riguarda la medesima controversia, è di identico tenore e giunge alle medesime conclusioni, ma è proposta per un altro anno di imposta.

Il decisum

Vediamo i tratti salienti delle ordinanze gemelle in questione, in quanto idonei a chiarire la problematica che stiamo affrontando.

L’iter argomentativo della Cassazione prende le mosse dal dato normativo per giungere ad una ricostruzione della questione controversa che pare più confacente con la lettera e lo spirito delle norme dettate in tema di volontariato.

I giudic