La solidarietà tributaria nelle compravendite immobiliari

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 12766 del 19 giugno 2015 ha accolto l’istanza del Comune di Oderzo, che, costituendosi in giudizio, chiedeva di estendere nei propri confronti il giudicato intervenuto con la sentenza pronunciata tra l’Agenzia delle Entrate e una società acquirente di un’area, coobbligata in via solidale con il Comune per il pagamento dell’imposta di registro proporzionale.
La CTP di Treviso, infatti, con sentenza nr. 136/07/2006, depositata 1’11/12/2006 e passata in giudicato per mancanza di impugnazione da parte dell’Agenzia delle Entrate, accoglieva il ricorso dell’acquirente Spa, coobbligata solidale al pagamento dell’imposta di registro con il Comune, annullando nei suoi confronti l’avviso di liquidazione.
Al riguardo la Corte richiama dunque il principio secondo cui, in merito alla estensione, ex art. 1306 c.c., della sentenza pronunciata in un giudizio tra l’Amministrazione finanziaria e un condebitore solidale, “in tema di solidarietà tributaria, l’opponibilità, da parte degli altri condebitori, della sentenza pronunziata tra l’Amministrazione finanziaria e uno dei condebitori in solido, ai sensi dell’art. 1306, secondo comma, cod. civ., presuppone, oltre all’estraneità del debitore nel giudizio intercorso tra il proprio creditore e l’altro condebitore, anche il passaggio in giudicato della decisione” (cfr Sez. 5, Sentenza n. 7783 del 19/05/2003).
E pertanto anche nel caso di specie doveva essere applicato il principio che il coobbligato d’imposta può avvalersi del giudicato favorevole emesso in un giudizio promosso da un altro obbligato, secondo la regola generale stabilita dall’art. 1306 cod. civ.
L’obbligazione tributaria, infatti, come noto, a seconda del momento in cui avviene, può definirsi anticipata, se attuata nel corso del periodo di imposta, attraverso ritenute o versamenti diretti, provvisoria se effettuata in base a titoli non definitivi, come nel caso di atti impugnati in giudizio e, infine, definitiva, quando si basa su titoli divenuti ormai definitivi (come nel caso di dichiarazioni non più ritrattabili, o accertamenti già definiti giudizialmente, o per mancata impugnazione).
A seguito dunque, come nel caso all’esame dei giudici nel processo in commento, di impugnazione di un avviso relativo ad un atto di compravendita di un terreno edificabile (ma lo stesso discorso vale nel caso, per esempio, di una cessione di azienda), con cui l’Amministrazione Finanziaria rettifica il valore del terreno, con conseguente liquidazione di maggior tributi e sanzioni, la sentenza passata in giudicato, attinente alla medesima vicenda, è idonea ad estendere i propri effetti anche al coobbligato solidale, individuando l’obbligazione tributaria definitiva, unica per tutti i soggetti dell’imposta.
L’articolo 1306 del codice civile consente dunque anche al coobbligato che non ha impugnato l’atto impositivo di opporre all’Amministrazione Finanziaria la sentenza favorevole, passata in giudicato, ottenuta da altro condebitore.
Come infatti ribadito dalla Corte Suprema anche con la sentenza n. 4531 del 25 febbraio 2009, in tema di solidarietà tributaria, il condebitore solidale, rimasto estraneo al giudizio, può, in base all’art. 1306 c.c., comma 2, sempre opporre al creditore la sentenza favorevole ad uno dei condebitori in solido.
Se infatti, da una parte, la Corte afferma che “… opporre una tale sentenza costituisce una facoltà che egli è libero di esercitare oppure no e il pagamento che egli abbia effettuato, prima o dopo il formarsi del giudicato favorevole nei confronti del condebitore, costituisce esercizio negativo e consumazione di quella facoltà, impedendo che possa successivamente ripetersi quanto sia stato in tal modo pagato”, tuttavia, sottolineano i giudici di legittimità, laddove il pagamento dei contribuenti non sia spontaneo, “essendo stato effettuato solo all’atto di ricezione della cartella esattoriale, per evitare l’esecuzione …

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