La solidarietà tributaria nelle compravendite immobiliari

di Giovambattista Palumbo

Pubblicato il 18 dicembre 2015

anche il comune ha diritto di richiedere l'estensione nei propri confronti del giudicato intervenuto con la sentenza pronunciata tra l'Agenzia delle Entrate e una società privata acquirente di un'area, coobbligata in via solidale con lo stesso comune per il pagamento dell'imposta di registro

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 12766 del 19 giugno 2015 ha accolto l'istanza del Comune di Oderzo, che, costituendosi in giudizio, chiedeva di estendere nei propri confronti il giudicato intervenuto con la sentenza pronunciata tra l'Agenzia delle Entrate e una società acquirente di un'area, coobbligata in via solidale con il Comune per il pagamento dell'imposta di registro proporzionale.

La CTP di Treviso, infatti, con sentenza nr. 136/07/2006, depositata 1'11/12/2006 e passata in giudicato per mancanza di impugnazione da parte dell'Agenzia delle Entrate, accoglieva il ricorso dell'acquirente Spa, coobbligata solidale al pagamento dell'imposta di registro con il Comune, annullando nei suoi confronti l'avviso di liquidazione.

Al riguardo la Corte richiama dunque il principio secondo cui, in merito alla estensione, ex art. 1306 c.c., della sentenza pronunciata in un giudizio tra l'Amministrazione finanziaria e un condebitore solidale, "in tema di solidarietà tributaria, l'opponibilità, da parte degli altri condebitori, della sentenza pronunziata tra l'Amministrazione finanziaria e uno dei condebitori in solido, ai sensi dell'art. 1306, secondo comma, cod. civ., presuppone, oltre all'estraneità del debitore nel giudizio intercorso tra il proprio creditore e l'altro condebitore, anche il passaggio in giudicato della decisione” (cfr Sez. 5, Sentenza n. 7783 del 19/05/2003).

E pertanto anche nel caso di specie doveva essere applicato il principio che il coobbligato d'imposta può avvalersi del giudicato favorevole emesso in un giudizio promosso da