Le potenzialità della contrattazione decentrata, contratti collettivi di secondo livello, territoriale o aziendale dopo il jobs act

Pubblicato il 31 dicembre 2015

il futuro del contratti di lavoro prevederà sempre di più l'utilizzo di forme di contrattazione decentrata, che andranno ad affiancarsi e superare i contratti collettivi nazionali attraverso i contratti collettivi di secondo livello, territoriale o aziendale

Il D.Lgs. n. 81/2015 ha introdotto numerose novità, tra le quali quelle relative all’articolo 51 con riferimento al rinvio alla contrattazione collettiva. L’articolo prevede che, fatto salvo diversa previsione, per contratti collettivi si intendono i contratti collettivi nazionali, territoriali o aziendali stipulati da associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale nonché i contratti collettivi aziendali stipulati dalle RSA ovvero dalla RSU interne. Ciò significa che laddove il legislatore ha scritto “contratti collettivi”, tale accezione debba essere interpretata anche come contratti collettivi di secondo livello, territoriale o aziendale.

Si tratta di una previsione normativa dalla portata dirompente e, di conseguenza, bisogna identificare quali sono gli interventi che la contrattazione collettiva aziendale può effettuare per cogliere le opportunità offerte dall’attuale disciplina.

CONTRATTO A TERMINE

Il contratto a tempo determinato è la tipologia di contratto interessato dalle più importanti deleghe alla contrattazione di secondo livello.

  • Durata massima: la contrattazione decentrata potrà modificare la durata massima dei rapporti di lavoro a tempo determinato intercorsi tra lo stesso datore di lavoro e lo stesso lavoratore;

  • Stop & go: la contrattazione decentrata potrà ridefinire (per alcune fattispecie specifiche) la