Assunzione disabili: dall'1 gennaio scatta l’obbligo anche senza nuova assunzione

Le modifiche e le proroghe

Scatta dal prossimo 1 gennaio 2018 l’obbligo per le aziende che occupano da 15 a 35 dipendenti, di assumere un lavoratore disabile già con lo scattare della quindicesima unità assunta. In particolare, ciò deriva dal Jobs Act, D.Lgs. n. 151 del 24 settembre 2015, Titolo I, Capo I, nella parte in cui prevedeva la soppressione dall’1 gennaio 2017 dell’articolo 3, comma 2, della L. n. 68/1999; in particolare tale obbligo avrebbe dovuto essere definitivo a partire dalla data segnalata, ma il D.L. 30 dicembre 2016, n. 244 (Cd. “Milleproroghe”), convertito con modificazioni dalla L. n. 19/2017, ha previsto che il comma segnalato sarebbe stato abrogato definitivamente a partire dal primo gennaio 2018.

Il comma 2, articolo 3 della Legge n. 68/1999 così recita (ancora per poco): “Per i datori di lavoro privati che occupano da 15 a 35 dipendenti l’obbligo di cui al comma 1 si applica solo in caso di nuove assunzioni”; tale comma, come già detto, sarà presto abrogato. La stessa sorte toccherà al successivo comma 3, articolo 3, il quale prevede ora che per i partiti politici e le organizzazioni sindacali, così come per le organizzazioni senza scopo di lucro che operano nel campo della solidarietà sociale, dell’assistenza e della riabilitazione, l’insorgenza dell’obbligo scatti solo in caso di nuove assunzioni: ciò comporta che l’abrogazione di tali commi derivante dal Jobs act, farà scattare l’obbligo di assunzione del lavoratore disabile non più nel caso di nuova assunzione, ma già per il semplice fatto di avere alle proprie dipendenze tra i 15 e i 35 dipendenti.

Ma la materia non è rimasta comunque indenne da ulteriori modifiche, in quanto con il Decreto correttivo al Jobs Act (D.Lgs. n. 185/2016) sono anche state inasprite le sanzioni per mancata assunzione del disabile, passando da euro 62,67 al giorno per ogni giorno lavorativo di ritardo, ad euro 153,20, con conseguente maggiore aggravio di spesa per il datore di lavoro nel caso in cui non si adeguasse all’obbligo appena segnalato.

 

L’obbligo di assumere un disabile

L’obiettivo sotteso al cambiamento dell’obbligo in questione è palese: si vuole in tal modo incentivare l’assunzione dei lavoratori disabili, non rendendosi più necessaria una nuova assunzione per far scattare l’obbligo, ma il semplice fatto di avere alle proprie dipendenze un numero di lavoratori pari o superiore a 15: ciò dovrebbe comportare un aumento non indifferente delle assunzioni per tale tipologia di lavoratori.

Ma appare opportuno fare una breve e certamente non esaustiva disamina dell’obbligo di assunzione di soggetti disabili nelle aziende che occupano più di 15 dipendenti: infatti, l’articolo 3, Legge n. 68/1999, prevede che sia i datori di lavoro pubblici che quelli privati, che occupino almeno 15 dipendenti, siano tenuti ad avere alle loro dipendenze lavoratori con disabilità, sulla base di quanto previsto dall’articolo 1 della Legge in esame, nella seguente misura:
• un lavoratore, qualora il datore di lavoro abbia alle proprie dipendenze un numero di lavoratori compreso tra 15 e 35;
• 2 lavoratori, qualora il datore di lavoro abbia alle proprie dipendenze un numero di lavoratori compreso tra 36 e 50;
• 7% dei lavoratori dipendenti se il datore di lavoro ha alle proprie dipendenze un numero di lavoratori superiore a 50.

 

I risvolti per le aziende con un numero di lavoratori alle proprie dipendenze compreso tra 15 e 35

Nello specifico, per quanto riguarda i datori di lavoro che occupano tra 15 e 35 dipendenti, essi devono necessariamente assumere un lavoratore disabile a partire dall’1 gennaio 2018, così scavalcando in un certo qual modo il “blocco” derivante dal fatto che se l’azienda non effettuava nuove assunzioni non era tenuta ad occupare il lavoratore disabile. In questo modo, escludendo l’eventualità delle nuove assunzioni, qualsiasi datore di lavoro che abbia alle proprie dipendenze 15 o più…

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