I nuovi reati dei sostituti d'imposta

Il D.Lgs. 158/2015 ha riformato le disposizioni che disciplinano i comportamenti aventi rilevanza penale per i sostituti di imposta prevedendo che, oltre agli omessi versamenti di ritenute alla fonte operate, anche l’omessa presentazione della dichiarazione del modello 770 (semplificato o ordinario) vada a costituire presupposto penalmente rilevante.

OMESSA PRESENTAZIONE DEL MODELLO 770

Come noto, l’articolo 5 del d.Lgs. 74/2000 disciplina i reati riconducibili alle omesse presentazioni delle dichiarazioni relative all’IVA e alle imposte dirette.

Il D.Lgs. 158/2015 introduce il nuovo comma 1 bis all’articolo 5, sopra evocato, per prevedere il reato riconducibile all’omessa presentazione del modello 770.

Per una più completa visione del tema appare interessante prendere lettura dell’articolo in trattativa:

1. E’ punito con la reclusione da un anno e sei mesi a quattro anni chiunque al fine di evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto, non presenta, essendovi obbligato, una delle dichiarazioni relative a dette imposte, quando l’imposta evasa è superiore, con riferimento a taluna delle singole imposte ad euro cinquantamila.

1-bis. E’ punito con la reclusione da un anno e sei mesi a quattro anni chiunque non presenta, essendovi obbligato, la dichiarazione di sostituto d’imposta, quando l’ammontare delle ritenute non versate è superiore ad euro cinquantamila.

2. Ai fini della disposizione prevista dai commi 1 e 1-bis non si considera omessala dichiarazione presentata entro novanta giorni dalla scadenza del termine o non sottoscritta o non redatta su uno stampato conforme al modello prescritto.

Palese la modifica apportata con riferimento alle omesse presentazioni delle dichiarazioni ai fini delle imposte dirette ed IVA, per le quali l’importo della soglia di disvalore presupposto di reato è elevata da euro 30.000,00 ad euro 50.000,00, nuova soglia che, per il principio di cui all’articolo 3 del CP, noto come favor rei, deve trovare applicazione anche con riferimento alle violazioni commesse prima dell’entrata in vigore del decreto delegato di riforma (22 ottobre 2015).

Radicale invece la novità introdotta con il comma 1 bis il quale prevede, quale nuovo presupposto di reato, l’omessa presentazione della dichiarazione di sostituto di imposta quando l’ammontare delle ritenute non versate è superiore ad euro 50.000,00.

Va immediatamente rilevato che il reato per l’omessa presentazione del modello 770 non è caratterizzato dal dolo specifico ma dal dolo generico. Dalla lettura comparata, del primo comma e del comma 1 bis dell’articolo 5, risulta evidente la differenza dell’elemento soggettivo richiesto dal legislatore per la configurazione dei due “differenziati” reati di omessa presentazione della dichiarazione dei redditi ed IVA da un lato e quello di omessa presentazione del modello 770 dall’altro. In altri termini per l’ipotesi di reato di omessa presentazione del modello 770 non è richiesto l’elemento psicologico del fine di evadere le imposte.

Sotto il profilo soggettivo i contribuenti interessati dal nuovo reato di omessa presentazione del modello 770 sono tutti i contribuenti che, ai sensi del DPR 600/73, sono tenuti ad operare la ritenuta alla fonte quando erogano le attribuzioni patrimoniali specificatamente indicate nel medesimo Decreto (Redditi da lavoro dipendente, assimilato a quello di lavoro dipendente, lavoro autonomo, provvigioni, redditi di capitale etc.)

La condotta criminale appare bifasica laddove la norma richieda non solo la omessa presentazione del modello dichiarativo dei sostituti di imposta ma anche l’omesso versamento delle ritenute operate per un importo superiore ad euro 50.000,00

In altri termini il delitto si configura in due fasi:

– omesso versamento delle ritenute per importi superiori ad euro 50.000,00

– omessa presentazione della dichiarazione modello 770.

Si segnala che il legislatore non ha avuto la premura di…

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