Le ONLUS: guida alle agevolazioni ed ai vincoli di legge

di Ignazio Buscema

Pubblicato il 28 novembre 2015

per poter godere dei vantaggi fiscali le ONLUS devono rispettare una serie di requisiti e limitazioni: approfondiamo le problematiche relative alle attività direttamente connesse a quelle istituzionali, le attività connesse, i limiti all'attività commerciale ed i controlli del Fisco

ONLUS: definizione

Le ONLUS costituiscono una particolare categoria di enti, che il legislatore ha inteso individuare nell’ambito del più vasto settore degli enti non commerciali, ritenuta particolarmente meritevole di un regime fiscale di assoluto favore in considerazione delle finalità di "interesse collettivo", e quindi socialmente apprezzabili, che le stesse istituzionalmente perseguono con lo svolgimento della propria attività.

Tale attività deve in particolare essere caratterizzata dal "perseguimento di esclusive finalità di solidarietà sociale": ciò significa che la finalità solidaristica (perseguita in via esclusiva) costituisce l’essenziale requisito qualificante delle ONLUS. A tal fine, l’art. 10 del d.lgs. n. 460 del 1997 prescrive precisi vincoli statutari, individuando, tassativamente, i settori di attività in cui le ONLUS devono operare, stabilendo poi una serie di obblighi e divieti, ed imponendo l’inserimento di dette clausole negli statuti o negli atti costitutivi. Si è in presenza di una disciplina estremamente rigorosa, chiaramente e fortemente mirata a limitare la concessione delle previste (numerose) agevolazioni fiscali agli enti effettivamente meritevoli e, per converso, ad evitare qualsiasi ipotesi di utilizzazione a fini elusivi dell’istituto, adoperato come schermo per lo svolgimento in concreto di attività non solidaristiche, ma aventi natura e scopo sostanzialmente commerciali. Ciò comporta, da un lato, che se un ente intende assumere (attraverso l’iscrizione nella relativa anagrafe) e mantenere la qualifica di ONLUS è tenuto alla rigida osservanza, sia sul piano delle prescrizioni formali, sia sotto il profilo dello svolgimento in concreto dell’attività, di ciascuna delle prescrizioni dettate dalla legge, e, d’altro canto, che queste devono essere soggette a stretta interpretazione. (Corte di Cassazione con la sentenza n. 18396 del 18 settembre 2015).

Agevolazioni fiscali

Le Onlus beneficiano di numerose agevolazioni fiscali. Infatti, non costituisce esercizio di attività commerciale lo svolgimento delle attività istituzionali per il perseguimento di esclusive finalità di solidarietà sociale. Praticamente si ha la completa decommercializzazione delle attività istituzionali delle Onlus, con la conseguente esclusione dalla tassazione dei proventi ricavati tramite lo svolgimento di tali attività. In tal caso l'unico vincolo è la redazione del bilancio annuale, che comunque resta depositato nella sede della Onlus (oltre ad una corretta gestione dell’ente).Le attività permesse sono solo quelle previste dal D.Lgs. n. 460/1997, ricordando che alcune di queste possono essere dirette prevalentemente verso soggetti svantaggiati (malati fisici e psichici, disagiati, poveri, tossicodipendenti, carcerati).

Attività direttamente connesse a quelle istituzionali

Per quanto concerne, poi, le attività "direttamente connesse a quelle istituzionali", rientrano in quest’ultima categoria, in un’ottica di stretta interpretazione, le sole attività oggettivamente e strutturalmente funzionali al migliore e più efficace espletamento di quelle istituzionali (per esempio, le attività dirette al reperimento dei fondi necessari).

Attività connesse

Le attività connesse non devono essere prevalenti rispetto a quelle istituzionali, le quali, quindi, devono comunque essere svolte in via esclusiva o almeno principale (e la verifica della prevalenza va effettuata, in base ad elementi fattuali, con riferimento a ogni singolo settore ed a ciascun periodo d’imposta);i loro proventi non devono superare una determinata percentuale (il 66%) delle spese complessive dell’organizzazione. Oltre alle attività statutarie la Onlus potrà svolgere attività connessa, al fine di finanziarsi. Queste sono individuate come attività a solidarietà condizionata esercitate nei confronti di soggetti non svantaggiati, o come attività accessorie a quelle esclusive in quanto integrative delle stesse (campagne di sensibilizzazione, vendita di oggetti di modico valore). In ogni caso tali attività, non possono diventare l'attività principale dell'ente ed il ricavato delle stesse non può mai superare il 66% delle spese complessive della onlus (che quindi dovrà finanziare anche tramite lo svolgimento di attività istituzionali). Anche il ricavato delle attività connesse non è soggetto a tassazione, perché i relativi proventi non concorrono alla formazione del reddito imponibile. Però, per tali proventi si dovranno comunque tenere le scritture contabili previste per le normali attività commerciali.

L’art. 150 Tuir prevede che lo svolgimento delle attività istituzionali non costituisce esercizio di attività commerciali (150 TUIR). Sulle stesse non vi sarà dunque imposizione ai fini Ires, così come sono irrilevanti “i proventi derivanti dall’esercizio delle attività direttamente connesse”. La disciplina, però, pone due condizioni: le prestazioni aggiuntive non devono essere prevalenti rispetto alle attività istituzionali :i relativi proventi non devono superare il 66% delle spese complessive dell'organizzazione (art. 10, c. 5, u.p., del D.Lgs. n. 460/1997). Tali attività connesse devono essere sempre strumentali alle attività statutarie delle Onlus e sempre presentate come iniziative di sostegno all'attività di solidarietà sociale; quindi, tali occasioni non possono diventare l'attività principale dell'ente. Si considerano connesse:

a) le attività analoghe a quelle istituzionali, limitatamente ai settori a solidarietà condizionata , se svolte a beneficio di persone che non versano in condizioni di svantaggio;

b) le attivit