Responsabilità contabile per assunzioni di responsabili di servizi in presenza di personale interno

I giudici contabili lombardi emettono sentenza di condanna per l’amministrazione locale che aveva proceduto all’assunzione di responsabili di servizi esterni in presenza di personale interno. Le motivazioni sono rinvenibili nell’assenza di procedure comparative, nella presenza di personale interno che avrebbe potuto e dovuto assumere le responsabilità del servizio ed infine, in adesione ai rilievi della Sezione di controllo, nella mancanza del presupposto di eccezionalità in quanto l’ente locale conferente non può far ricorso all’affidamento di incarichi a soggetti estranei per lo svolgimento di funzioni ordinarie, attribuibili a personale che dovrebbe essere previsto in organico, altrimenti questa esternalizzazione si tradurrebbe in una forma atipica di assunzione, con conseguente elusione delle disposizioni in materia di accesso all’impiego nelle Pubbliche amministrazioni, nonché di contenimento della spesa di personale.
Qui di seguito i contenuti della sentenza 4 agosto 2015, n.142, emessa dalla Corte dei conti, Sezione giurisdizionale per la regione Lombardia.

IL FATTO
La Procura regionale ha rinviato a giudizio, per danno erariale discendente dall’assunzione, ai sensi dell’art.110 comma 1 TUEL, di due responsabili dei servizi dell’ente, per le seguenti motivazioni:
a) mancanza di una procedura comparativa;
b) violazione di utilizzo di contratti di collaborazione per funzioni ordinarie;
c) violazione del contenimento delle spese del personale;
d) e, infine, per violazione del patto di stabilità.
La responsabilità è stata attribuita al Sindaco, per la scelta fiduciaria effettuata, alla Giunta Comunale per aver dato parere positivo agli affidamento degli incarichi, al Segretario Comunale per la mancata osservanza della legittimità degli incarichi e al Responsabile dei Servizi Finanziari per aver espresso il parere finanziario e contabile positivo.
I convenuti si difendono precisando che le citate assunzioni discendono dalla rinuncia da parte di un dipendente al conferimento della posizione organizzativa e connessa responsabilità del servizio, con necessità da parte dell’amministrazione, di procedere ad un incarico esterno. Inoltre, la conoscenza del mancato rispetto del patto di stabilità sarebbe avvenuto in epoca successiva al conferimento dei citati incarichi. Infine, viene precisato che le citate assunzioni erano state effettuate anche con parere positivo dell’Organo di revisione contabile.

LE MOTIVAZIONI DEI GIUDICI CONTABILI
Prima di passare al merito delle decisioni dei giudici contabili, appare opportuno precisare un passaggio riguardante la costituzione in giudizio delle parti intimate. Nel caso di specie, il legale a difesa dei convenuti era unico, ossia tanto a difesa degli amministratori chiamati in giudizio che del responsabile finanziario. I giudici contabili in questo caso rendono nulla la costituzione i giudizio e dichiarano contumaci le parti per le seguenti rilevanti ragioni:

la Corte di Cassazione, secondo un consolidato orientamento, ha precisato che “la costituzione in giudizio di più parti per mezzo di uno stesso procuratore, cui sia stato conferito il mandato con un unico atto da tutte sottoscritto, è valida solo quando fra le medesime parti non vi sia un conflitto di interessi” (Cass. Civ. Sez. III°, sentenza n. 8842/04);

nel caso di specie e il conflitto esistente fra la posizione degli amministratori rispetto a quella del Responsabile pro tempore del Servizio Finanziario dell’Ente, non è solo “virtuale”, ma concreto ed è rilevabile dagli atti del processo;

secondo consolidata giurisprudenza di questa Corte, la colpevolezza degli Organi politici, che hanno posto in essere provvedimenti ritenuti forieri di danno, può non assurgere a gravità perseguibile…

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