Legittima la presunzione di distribuzione di utili (in nero) ai soci ma il giudizio sui soci va sospeso, occorre attendere quello sulla società

di Roberto Pasquini

Pubblicato il 1 ottobre 2015

analisi delle recenti sentenze di Cassazione che trattano della distribuzione di utili in nero nelle società a ristretta base proprietaria: ecco quando scattano le presunzioni contro i soci dopo l'accertamento del Fisco contro la società, e analisi di alcune opzioni per la difesa dei singoli soci

Con cinque recenti sentenze, la Corte di Cassazione torna ad occuparsi di accertamenti in capo ai soci, per effetto degli atti impositivi notificati alle società a ristretta base azionaria.

In particolare, da una parte, con le sentenze nn.10897 e 10898 del 27 maggio 2015, i supremi giudici hanno confermato che “in tema di accertamento delle imposte sui redditi, nel caso di società di capitali a ristretta base partecipativa, è legittima la presunzione di attribuzione ai soci degli eventuali utili extracontabili accertati, rimanendo salva la facoltà del contribuente di offrire la prova del fatto che i maggiori ricavi non sono stati distribuiti, ma accantonati dalla società, ovvero da essa reinvestiti, non risultando tuttavia a tal fine sufficiente nè la mera deduzione che l'esercizio sociale ufficiale si sia concluso con perdite contabili, nè il definitivo accertamento di una perdita contabile, circostanza che non esclude che i ricavi contabilizzati, non risultando nè accantonati nè investiti, siano stati distribuiti ai soci. Tale prova contraria, come affermato, non risulta essere stata fornita dal contribuente”.

Dall’altra parte, con le ordinanze nn.9755 e 9758 del 13 maggio 2015, e con l’ordinanza n.18062 del 14 settembre 2015, preso atto del costante l'indirizzo giurisprudenziale che esclude che si possa ravvisare nei casi di specie un necessario litisconsorzio tra soci e società (per tutte, si veda Cass. Sez. 5, Sentenza n. 426 del 10/01/2013), “appare invece calzante l'assunto secondo il quale - nella situazione dianzi riassunta ed alla luce del costante indirizzo di codesta Corte in materia di necessaria sospensione del processo pregiudicato - il giudicante non avrebbe potuto ritenere automaticamente definita la questione afferente alle obbligazioni individuali dei soci”. La Corte, a supporto, richiama la sentenza n. 2214/2011 secondo cui: "L'accertamento tributario nei confronti di una società di capitali a base ristretta, nella specie riferito ad utili extracontabili, costituisce un indispensabile antecedente logico-giuridico dell'accertamento nei confronti dei soci, in virtù dell'unico atto amministrativo da cui entrambe le rettifiche promanano, con la consegu