Le novità per i trattamenti di integrazione salariale dopo l'approvazione del Jobs act, analisi approfondita, chiara, schematica

Dal 24/09/2015 è entrato in vigore il D.Lgs. n. 148/2015 che dispone il riordino della normativa in materia di ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro.
Il decreto legislativo è strutturato in 4 Titoli:

Il primo, che regolamenta i trattamenti di integrazione salariale;

Il secondo, che disciplina i fondi di solidarietà;

Il terzo, che tratta i contratti di solidarietà espansiva;

Il quarto, che riporta le disposizioni transitorie e finali.

Nella presente trattazione ci soffermeremo ad analizzare i trattamenti di integrazione salariale e quindi, nello specifico, l’integrazione salariale ordinaria e straordinaria.
Incominciamo da quelle che sono le norme che accomunano tutti i trattamenti di integrazione salariali e quindi partiamo dalle disposizioni di carattere generale.

LAVORATORI BENEFICIARI

Risultano beneficiari i lavoratori assunti con contratto di lavoro subordinato, ivi compresi gli apprendisti, con esclusione dei dirigenti e dei lavoratori a domicilio.
La novità quindi riguarda l’inclusione degli apprendisti con contratto di apprendistato professionalizzante che dall’analisi del disposto dell’art. 2 del D.Lgs. n. 148/2015 a fronte del versamento contributivo da parte dell’azienda, potranno beneficiare di alcune prestazioni previste dagli altri lavoratori subordinati. In particolare:

Se l’azienda versa il solo contributo CIGS: l’apprendista diventerà destinatario del trattamento straordinario di integrazione ma limitatamente alla causale di “crisi aziendale”;

Se l’azienda versa i contributi CIGO e CIGS, oppure se l’azienda versa solo il contributo CIGO: l’apprendista diventerà destinatario solo del trattamento ordinario di integrazione salariale.

Resta inteso che, in caso di ripresa dell’attività lavorativa da parte dell’apprendista che ha utilizzato la cassa integrazione, a seguito di sospensione o riduzione dell’orario di lavoro, il contratto di apprendistato professionalizzante viene prorogato delle ore di integrazione fruite.

QUALI SONO I REQUISITI OCCUPAZIONALI (ANZIANITA’ EFFETTIVA DI SERVIZIO)

I lavoratori beneficiari del trattamento devono possedere, presso l’unità produttiva ove è stata richiesto il trattamento di integrazione salariale, un’anzianità di effettivo lavoro di almeno 90 giorni alla data di presentazione della domanda di concessione. Tale requisito è necessario sia per i trattamenti ordinari che per quelli straordinari, ma non per quelli per eventi oggettivamente non evitabili nel settore industriale.
In caso di appalto, il lavoro svolto in data antecedente a quella del subentro, conta come anzianità effettiva di servizio.

MISURA DEL TRATTAMENTO DI INTEGRAZIONE SALARIALE

L’importo erogato ai lavoratori ammonta all’80% della retribuzione globale delle ore di lavoro perse nei limiti del massimale che, per l’anno 2015, ammonta mensilmente a euro 971,71 (in caso di retribuzione, aumentata dei ratei, di importo pari o inferiore ad euro 2.102,24) o a euro 1.167,91 (in caso di retribuzione di importo superiore a euro 2.102,24).
Per il settore edile e lapideo, in caso di integrazioni salariali per intemperie stagionali, il massimale risulta incrementato del 20%.
Il massimale, invece, non risulta contemplato in caso di cassa integrazione concessa per intemperie stagionali nel settore agricolo.
E’ importante sottolineare che tale importo risulta applicabile anche ai contratti di solidarietà difensivi di imprese soggette alla CIGS che, prima della riforma, erano disciplinati in maniera differente e non erano soggetti a massimale. Ciò in quanto il CDS rientra tra una delle causali di intervento dell’integrazione salariale straordinaria (vedi articolo 21 del D.Lgs. n. 148/2015).
Il trattamento di integrazione salariale, una volta quantificato, viene inserito nel cedolino del lavoratore e, quindi, anticipato dal datore di lavoro, per poi …

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