La determinazione dell’ammortamento, tra scelte imprenditoriali ed ingerenze fiscali

di Giuseppe Bennici

Pubblicato il 26 ottobre 2015

in vista dell'agevolazione prevista nella prossima Legge di stabilità, analizziamo le problematiche inerenti la scelta dei coeffcienti da ammortamento da parte dell'imprenditore stretto fra le norme civilistiche e le restrizioni fiscali per la determinazione del reddito d'impresa

 

L’ammortamento civilistico è sempre ricondotto sul binario tracciato dalla norma fiscale. È questa in ultima analisi quanto evincibile dalla sentenza della Corte di cassazione n. 20678 del 14 ottobre 2015.

Ma andiamo per ordine.

In materia di ammortamenti è fatto noto che le disposizioni civilistiche, nello specifico l’art. 2426 del codice civile, impongono, come regola di base, la valutazione degli elementi patrimoniali a fecondità ripetuta tenendo conto della loro sistematica partecipazione ai risultati di esercizio in relazione alla loro residua vita utile al 31.12.

Dal punto di vista fiscale, invece, benché in linea di massima i criteri di ammortamento dei beni di che trattasi si ritenga debbano partecipare a più cicli reddituali (in considerazione della coincidenza nella determinazione del reddito con l’anno solare o meno), vengono previsti:

  • Limiti temporali e di merito (inizio del periodo di ammortamento a partire dalla loro entrata in funziona, diritto di ammortamento in capo all’utilizzatore del bene, ecc);

  • Quantità economiche (100% del costo o percentuali inferiori);

  • Percentuali di sistematicità (Ministero delle Finanze con Decreto Ministeriale del 31 dicembre 1988, e succ. modificazioni e/o integrazioni);


E’ sempre sorto il problema del raccordo tra il comportamento ai fini civilistici e quello fiscale, riscontrandosi, tutte le volte in cui vi è divergenza di vedute in sede di controllo fiscale, le diverse esigenze in capo alla società ossia, adottare valutazioni civilistiche che rispondano ad aspetti operativi, sia esse finanziarie sia produttive, finanche fiscali (tax planning).

È chiaro, come altre volte disquisito in merito, che le operazioni di valutazione aziendale e di contro valutazione da parte degli organi di controllo,