Sanzioni tributarie: le novità in arrivo per frodi IVA ed operazioni inesistenti

di Giovambattista Palumbo

Pubblicato il 21 settembre 2015

il decreto sulle sanzioni tributarie interverrà in modo specifico sui casi di evasione dell'IVA tramite lo strumento delle operazioni definite 'carosello': ecco una rassegna delle tante novità in fase di approvazione

 

Fino ad oggi, in caso di frodi Iva e false fatture, il corrispondente tributo era da considerasi comunque emesso “fuori conto” e la relativa obbligazione doveva essere ritenuta estranea al meccanismo di compensazione di tutta la catena di cessioni, sia a valle che a monte, che presiede alla detrazione d’imposta prevista dall’19 D.P.R.633/72.

Del resto, proprio per agevolare, dal punto di vista probatorio, l’azione di contrasto da parte dell’Amministrazione Finanziaria è stato introdotto nel nostro Ordinamento l’art. 60-bis al D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, che ha disposto, almeno per talune fattispecie, la responsabilità solidale tra cedente e cessionario.

Con il decreto di revisione del sistema sanzionatorio, che sta per completare la fase del passaggio parlamentare dopo essere già transitato in CdM, ora però le cose cambiano, almeno in parte.

 

La falsa auto fatturazione sarà infatti punita con la sanzione amministrativa dal 5 al 10%, ma non comporterà, in certi casi, più il pagamento dell’Iva sull’operazione inesistente, fino ad oggi imposta, come detta, come una sorta di sanzione impropria.

Se dunque, fino ad oggi, ai sensi dell’art. 21 del DPR 633/72, se veniva emessa fattura per operazioni inesistenti, ovvero se nella fattura i corrispettivi o le imposte relative erano indicati in misura superiore a quella reale, l’imposta era dovuta per l’intero ammontare indicato o corrispondente alle indicazioni della fattura, collegando dunque l’obbligo alla mera cartolarità del documento, ora, laddove le posizioni di debitore e creditore dell’impos