Le cause di preclusione alla Voluntary Disclosure (e la lista Falciani)

analisi delle cause che inibiscono al contribuente di accedere alla procedura di Voluntary disclosure con anche segnalazioni per i contribuenti inseriti nella cosiddetta ‘lista Falciani’

 

Come è noto, la legge 15 dicembre 2014, n.186, che ha apportato modifiche al D.L. 28 giugno 1990, n.167, convertito, con modificazioni, in L. 4 agosto 190, n.227, ha promosso l’adozione di una procedura straordinaria di collaborazione volontaria, per consentire a tutti i contribuenti, e non solo a coloro che hanno commesso illeciti fiscali internazionali, di porre rimedio alle infedeltà dichiarative passate e porre le basi per un miglio rapporto con il Fisco.

Da una parte, possono accedere alla procedura di collaborazione volontaria internazionale le persone fisiche, gli enti non commerciali e le società semplici ed associazioni equiparate, fiscalmente residenti nel territorio dello Stato, che hanno violato gli obblighi in materia di monitoraggio fiscale, per tutti i periodi d’imposta per i quali, alla data di presentazione della richiesta, non sono decaduti i termini per l’accertamento o per la contestazione delle violazioni in materia di monitoraggio fiscale1.

Dall’altra parte, la procedura di voluntary nazionale, regolata attraverso il richiamo alla procedura di collaborazione volontaria internazionale, si applica anche ai contribuenti diversi da quelli assoggettati agli obblighi sul monitoraggio fiscale.

 

Con l’adesione alla procedura i contribuenti possono definire le violazioni degli obblighi dichiarativi commesse fino al 30 settembre 2014, in materia di imposte sui redditi e relative addizionali, imposte sostitutive delle imposte sui redditi, Irap e Iva, nonché le violazioni relative alla dichiarazione dei sostituti d’imposta, “indipendentemente dalla circostanza che questa riguardi anche consistenze illecitamente detenute all’estero (cfr. circolare n. 10/2015). Infatti, osserva il documento di prassi sopra citato, “la platea di soggetti che può avvalersi della collaborazione volontaria nazionale risulta più ampia rispetto a quella che può accedere alla collaborazione volontaria internazionale, atteso che, oltre che i contribuenti che si avvalgono della procedura di collaborazione volontaria internazionale, con riguardo alle annualità diverse da quelle interessate dalla stessa, i destinatari possono essere sia contribuenti ‘diversi’ da quelli indicati nell’articolo 4, comma 1, del decreto legge (persone fisiche, enti non commerciali, società semplici ed equiparate), tenuti agli obblighi dichiarativi previsti in materia di monitoraggio fiscale, sia i contribuenti destinatari degli stessi che vi abbiano adempiuto correttamente”.

L’Agenzia delle Entrate, dopo aver diramato la citata circolare n.10/E del 13 marzo 2015, e successivamente la circolare n.27/E del 16 luglio 2015, di risposta a specifici quesiti, è intervenuta di nuovo con la circolare n.31/E del 28 agosto 2015.

Facciamo il punto, in questo nostro intervento, sulle cause ostative che impediscono l’accesso alla procedura, alla luce delle ultime indicazioni offerte.

Le cause di inammissibilità

Il comma 2, dell’articolo 5-quater, del D.L. n.167/1990, conv., con modif. in L. n. 227/1990, preclude la facoltà di accedere alle procedure se le suddette attività e condizioni siano relative all’ambito oggettivo delle procedure stesse, qualora l’autore della violazione abbia avuto la formale conoscenza:

a) dell’inizio di accessi, ispezioni o verifiche (art. 52, del D.P.R. n. 633/72, richiamato in maniera espressa dall’art. 33 del D.P.R. n. 600/73, in materia di imposte sui redditi);

b) dell’inizio di altre attività amministrative di accertamento (“inviti”, “richieste” e “questionari” di cui all’art.51, c. 2, del D.P.R. n. 633 del 1972 e all’art. 32 del D.P.R. n. 600 del 1973, restando escluse le richieste di indagini finanziarie e sia la comunicazione derivante dalla liquidazione delle imposte, effettuata ai sensi dell’art. 36-bis del D.P.R. n. 600 del 1973, che quella derivante dal controllo formale delle medesime dichiarazioni a norma dell’art. 36-ter dello stesso D.P.R.);

c) della propria condizione di indagato o di imputato in procedimenti…

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