Anche gli interessi passivi eccessivi possono essere considerati costi antieconomici

di Giovambattista Palumbo

Pubblicato il 25 agosto 2015

un interessante caso di accertamento in cui viene contestata l'antieconomicità e la conseguente indeducibilità dal reddito d'impresa degli interessi passivi pagati in misura considerata eccessiva: la contribuente aveva fatto registrare "un andamento decisamente negativo", caratterizzato dall'accumulo di "consistenti e notevoli perdite di esercizio", nonché dalla denuncia di "ricavi inferiori ai costi di diretta imputazione"

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 1010 del 28 gennaio 2015 ha esteso il principio di contestazione di un costo per antieconomicità anche agli interessi passivi.

Nel caso di specie l'Agenzia delle Entrate ricorreva per cassazione avverso la sentenza con la quale la CTR Emilia Romagna, rigettandone l'appello, aveva confermato la sentenza di primo grado che, su ricorso della contribuente, aveva disposto l'annullamento dell'avviso di accertamento avente ad oggetto il recupero a tassazione, tra l'altro, di ricavi non contabilizzati, costi non documentati, costi non di competenza e sopravvenienze passive.

La CTR aveva motivato il rigetto del gravame osservando, quanto ai ricavi, che "l'ufficio ha omesso di verificare in concreto se ... la società avesse avuto o meno un comportamento finalizzato all'occultamento dei ricavi", incombendo invero "all'ufficio provare il proprio assunto" e quanto ai costi non documentati, rappresentati dagli interessi passivi corrisposti per il finanziamento ricevuto dalla controllante e dal riaddebito di una quota parte di spese pubblicitarie sostenute pure dalla controllante, che diversamente da quanto ritenuto dall'ufficio, si trattava di "costi documentati, certi e determinabili" comprovati dalle fatture e, segnatamente i primi, dalle registrazioni a bilancio.

L’Amministrazione Finanziaria, come detto, ricorreva al giudice di legittimità, ritenendo in particol