JOBS ACT e riordino tipologie contrattuali: part-time, intermittente, a tempo determinato

di Vincenzo Mirra

Pubblicato il 20 luglio 2015

E' stato finalmente emanato il Decreto 'Poletti', attuativo del Jobs Act, un provvedimento omnibus di riordino delle diverse tipologie contrattuali subordinate ed a tempo determinato: analisi delle novità salienti del decreto con particolare attenzione ai contratti part-time, intermittente ed a tempo determinato.

 

Decreto attuativo Jobs Act: premessa

Il 24 giugno 2015, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 144 il decreto legislativo n. 81 del 15 giugno 2015 concernente la

“Disciplina organica dei contratti di lavoro e revisione della normativa in tema di mansioni, a norma dell’articolo 1, comma 7, della legge 10 dicembre 2014, n. 183”,

meglio noto come decreto attuativo Jobs Act.

 

Il provvedimento in esame, come si desume dal titolo in Gazzetta, è stato predisposto in attuazione della normativa di delega di cui all’articolo 1, comma 7, alinea e lettere a), b), d), e), h) ed i), della legge 10 dicembre 2014, n. 183, laddove si prevedeva l'adozione di un testo organico semplificato sulle tipologie contrattuali ed i rapporti di lavoro, nel rispetto dei seguenti principi e criteri direttivi, in coerenza con la regolazione dell'Unione europea e le convenzioni internazionali.

 

Più precisamente la delega prevedeva:

  • alla lettera a), il monitoraggio (individuazione ed analisi) di tutte le forme contrattuali esistenti, al fine di valutarne l’effettiva coerenza con il tessuto occupazionale e con il contesto produttivo, nazionale ed internazionale, in funzione di interventi di semplificazione, modifica o superamento delle medesime tipologie contrattuali;
  • alla lettera b), la promozione, in coerenza con le indicazioni europee, del contratto a tempo indeterminato come forma comune di contratto di lavoro, rendendolo più conveniente rispetto agli altri tipi di contratto, in termini di oneri diretti e indiretti;
  • alla lettera d), il rafforzamento degli strumenti per favorire l'alternanza tra scuola e lavoro;
  • alla lettera e), la revisione della disciplina delle mansioni, nell'ipotesi di processi di riorganizzazione, ristrutturazione o conversione, che contemperi l’interesse dell’impresa all'utile impiego del personale, con quello del lavoratore alla tutela del posto di lavoro, della professionalità e delle condizioni di vita ed economiche.

 

Ad ogni buon fine, si rammenta che l’attuale ordinamento prevede il divieto di “demansionamento”, a pena di nullità di ogni atto contrario, fermo restando le ipotesi (di genesi giurisprudenziale) correlate a motivi di salute.

  • alla lettera h), l’ampliamento delle possibilità di ricorso all'istituto del lavoro accessorio per le attività lavorative discontinue ed occasionali nei diversi settori produttivi;
  • alla lettera i), infine, l'abrogazione esplicita delle disposizioni incompatibili, al fine di eliminare duplicazioni normative e difficoltà interpretative ed applicative.

Esaminiamo, in questa prima part