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  1. Premessa

Il decreto-legge 20 marzo 2014, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 16 maggio 2014, n. 78, concernente “Disposizioni urgenti per favorire il rilancio dell’occupazione e per la semplificazione degli adempimenti a carico delle imprese”, il c.d. Jobs Act, all’articolo 4, comma 2, in materia di semplificazioni del Documento Unico di Regolarità Contributiva (il DURC), demandava ad un decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e, per i profili di competenza, con il Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione, sentiti I.N.P.S. e INAIL e la Commissione Nazionale Paritetica per le Casse Edili (CNCE), entro 60 giorni dall’entrata in vigore della delega, la definizione dei requisiti di regolarità, i contenuti e le modalità della verifica nonchè le ipotesi di esclusione previste dalla stessa norma.

In attuazione della delega, il 30 gennaio 2015 è stato firmato il decreto di cui trattasi, introducendo nuove norme di semplificazione in materia.

Il Documento Unico di Regolarità(DURC) è un certificato unico che attesta la regolarità contributiva di un’impresa nei pagamenti e negli adempimenti previdenziali, assistenziali e assicurativi, nonché in tutti gli obblighi previsti dalla normativa vigente nei confronti di Inps, Inail e Casse Edili.

La normativa sul documento in questione era già stata oggetto di modifica ed aggiornamento con la legge 9 agosto 2013: “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, recante disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia”.

Una delle novità più rilevanti riguardava il periodo di validità del DURC elevato a 120 giorni dall’emissione, per i certificati rilasciati:

  • per i contratti pubblici di lavori, servizi e forniture;

  • ai fini della fruizione dei benefici normativi e contributivi in materia di lavoro e legislazione sociale e per finanziamenti e sovvenzioni previsti dalla normativa;

  • per i lavori edili tra soggetti privati, fino al 31 dicembre 2014.

Il menzionato decreto 30 gennaio 2015 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 125 del 1° giugno 2015) ha previsto nuove norme per la semplificazione in materia di Documento Unico di Regolarità (DURC), in particolare ponendo l’accento sulle procedure per la verifica della regolarità contributiva, dei pagamenti e dell’impresa nelle procedure concorsuali, nonché sulle cause ostative alla stessa regolarità e, infine, sul regime transitorio fino al 1° gennaio 2017.

  1. Verifica di regolarità contributiva: soggetti abilitati e modalità

La verifica della regolarità contributiva può essere effettuata in tempo reale nei confronti dell’INPS, dell’INAIL e, per le imprese del settore industria o artigianato o per le attività dell’edilizia, delle Casse edili.

Queste ultime, affinché siano competenti ad attestare la predetta regolarità contributiva, devono essere esclusivamente costituite da una o più associazioni dei datori e dei prestatori di lavoro stipulanti il contratto collettivo nazionale e devono risultare, per ciascuna parte, comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, a mente dell’articolo 2, comma 1, lettera h) del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276.

La predetta verifica viene effettuata nei confronti dei datori di lavoro e dei lavoratori autonomi ai quali é richiesto il possesso del Documento Unico di Regolarità Contributiva (DURC), ai sensi della normativa vigente.

I soggetti abilitati ad effettuare la verifica di regolarità contributiva, in relazione alle finalità per le quali é richiesto il possesso del predetto DURC, sono i seguenti:

  • amministrazioni aggiudicatrici, organismo di diritto pubblico, enti aggiudicatori, altri soggetti aggiudicatori, soggetti aggiudicatori e stazioni appaltanti, così come indicati nell’articolo 3, comma 1, lettera b), del decreto del Presidente della Repubblica 5 ottobre 2010, n. 207;

  • gli Organismi di…

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