Reverse charge e servizi di pulizia: il caso delle prestazioni occasionali

di Nicola Forte

Pubblicato il 18 maggio 2015

si pone il problema di comprendere quando le predette prestazioni, astrattamente riconducibili in una delle attività individuate dai codici Ateco 2007 richiamati dall’Agenzia delle entrate con la predetta Circolare, si considerino poste in essere occasionalmente. In questo caso la “prestazione occasionale” dovrà essere assoggettata ad IVA secondo le modalità ordinarie, quindi senza l’applicazione dell’inversione contabile

 

L’obbligo di dichiarare al Fisco l’inizio dell’attività o di una eventuale nuova attività è disciplinato dall’art. 35 del Decreto Iva. In primis l’adempimento determina l’attribuzione del numero identificativo (numero di partita Iva), ma è essenziale anche ad altri fini. In particolare, l’individuazione di un’eventuale e nuova attività esercitata è fondamentale al fine di comprendere se la prestazione posta in essere sia o meno soggetta all’obbligo di applicazione dell’inversione contabile.

La legge di stabilità del 2015 (L. n. 190/2014) ha modificato l’art. 17 del D.P.R. n. 633/1972. Il testo novellato del comma 6 ha esteso l’ambito applicativo del meccanismo dell’inversione contabile con l’aggiunta della nuova lett. a–ter). La disposizione ha esteso l’ambito applicativo del reverse charge ad ulteriori prestazioni quali quelle di demolizione, installazione di impianti e completamento di edifici. Inoltre, sempre dall’inizio del nuovo anno, questa specifica modalità di assolvimento d