La responsabilità per l’apposizione del visto di conformità sul modello 730

di Fabio Carrirolo

Pubblicato il 12 maggio 2015

analizziamo gli obblighi, le garanzie e la responsabilità dei professionisti connessa al rilascio del visto di conformità in relazione alle nuove modalità di trasmissione telematica delle dichiarazioni; responsabilità che risulta aumentata rispetto agli anni precedenti dopo l'introduzione del 730 precompilato

Aspetti generali

A volte i comportamenti dei professionisti che assistono i contribuenti nell’adempimento degli obblighi fiscali, se caratterizzati da colpa, consentono di porre a carico degli stessi le sanzioni amministrative (e, in taluni casi, le responsabilità penali) derivanti da atti, negozi o condotte a essi (e non ai soggetti passivi d’imposta) imputabili.

In questo contesto il ruolo dei professionisti risulta cruciale sia quando essi operano quali consulenti nei confronti della clientela, sia quando sono depositari delle scritture contabili e intermediari nella trasmissione di dichiarazioni e comunicazioni come previsto da molteplici disposizioni soprattutto in ambito tributario.

In particolare il presente contributo prende in esame, alla luce della posizione espressa dall'Agenzia delle Entrate nella circolare n. 7/E dell'anno in corso, la responsabilità dei professionisti connessa al rilascio del visto di conformità in relazione alle nuove modalità di trasmissione telematica delle dichiarazioni, introdotte dal D.Lgs. n. 175/2014.



La responsabilità del professionista

La questione della responsabilità del professionista è vastissima e riguarda campi e settori dell’ordinamento tra loro differenti come quello civilistico, quello penale e quello tributario.

Per i soggetti che a vario titolo operano nel settore tributario sorgono profili di responsabilità che riguardano l’attività di consulenza e di assistenza in materia tributaria, come specificazione del più ampio esercizio della professione intellettuale (artt. 2229 e ss. del codice civile).

In generale i professionisti economico-contabili (commercialisti, revisori legali, avvocati, etc.) possono assumere la veste di intermediari e a tale titolo essere preposti all’attuazione di numerosi adempimenti tributari per conto dei propri clienti.

Rispetto a tali soggetti, i medesimi professionisti soggiacciono a un particolare regime di doveri e responsabilità nel caso in cui il fisco intervenisse in veste di controllore e accertatore.



Chi sono gli intermediari?

In generale, gli intermediari abilitati sono quei soggetti che trasmettono telematicamente all'Agenzia delle Entrate le dichiarazioni fiscali da loro predisposte per conto del dichiarante o le dichiarazioni predisposte dal contribuente per le quali hanno assunto l'impegno della presentazione per via telematica.

Per quanto è stabilito dall’art. 3, terzo comma, del D.P.R. 22.7.1998, n. 322, aggiornato e integrato con le istruzioni ufficiali ai modelli di dichiarazione, possono qualificarsi come intermediari (ossia soggetti incaricati della trasmissione telematica delle dichiarazioni fiscali) i seguenti soggetti:

  • iscritti negli albi dei dottori commercialisti ed esperti contabili e dei consulenti del lavoro;

  • iscritti alla data del 30.9.1993 nei ruoli dei periti ed esperti tenuti dalle Camere di Commercio per la subcategoria tributi, in possesso di diploma di laurea in giurisprudenza, economia e commercio o equipollenti o di diploma di ragioneria;

  • iscritti negli albi degli avvocati;

  • iscritti nel registro dei revisori contabili di cui al D.Lgs. 88/1992;

  • associazioni sindacali di categoria tra imprenditori di cui all'art. 32, primo comma, lett. a), b) e c), D.Lgs. 241/1997;

  • associazioni che raggruppano prevalentemente soggetti appartenenti a minoranze etnico-linguistiche;

  • CAF - dipendenti;

  • CAF - imprese;

  • coloro che esercitano abitualmente l'attività di consulenza fiscale;

  • iscritti negli albi dei dottori agronomi e dei dottori forestali, degli agrotecnici e dei periti agrari;

  • studi professionali e le società di servizi in cui almeno la metà degli associati o più della metà del capitale sociale sia posseduto da soggetti iscritti in alcuni albi, collegi o ruoli, come specificati dal D.M. 18 febbraio 1999, per le dichiarazioni da loro predisposte.



Gli obblighi degli intermediari

Gli intermediari sono tenuti a curare i seguenti passaggi.



Rilascio al dichiarante dell'impegno alla trasmissione telematica

Quando riceve la dichiarazione predisposta dal contribuente o assume l'incarico per la sua predisposizione, l'intermediario deve rilasciare al dichiarante in forma libera l'impegno, datato e sottoscritto, a presentare per via telematica all'Agenzia delle Entrate i dati contenuti nella dichiarazione, precisando se essa gli è stata consegnata già compilata o è stata da lui predisposta.



Trasmissione della dichiarazione

Entro il termine normativamente previsto l'intermediario deve provvedere alla trasmissione telematica delle dichiarazioni. Si considerano in ogni caso tempestive le dichiarazioni trasmesse entro i termini previsti, ma scartate dal servizio telematico, purché ritrasmesse entro i cinque giorni lavorativi successivi alla data di emissione della comunicazione dell'Agenzia delle Entrate che attesta il motivo dello scarto.



Rilascio dell'originale della dichiarazione e della copia della comunicazione dell'avvenuto ricevimento

Trasmessa la dichiarazione, entro 30 giorni dal termine previsto per la presentazione della dichiarazione per via telematica, l'originale della stessa, sottoscritta dal contribuente, unitamente a copia della comunicazione dell'Agenzia delle Entrate che ne attesta l'avvenuto ricevimento, deve essere rilasciata al dichiarante da parte dell'intermediario. L'intermediario deve conservare (anche su supporto informatico) la copia della comunicazione dell’Agenzia delle Entrate, unitamente all'originale della dichiarazione e alla restante documentazione, per il periodo previsto ai fini dell’espletamento delle attività di accertamento fiscale.



L’apposizione della firma

La dichiarazione va fatta sottoscrivere dal cliente, in quanto la mancata sottoscrizione delle dichiarazioni fiscali comporta la nullità della dichiarazione. La nullità è tuttavia sanata se la dichiarazione viene sottoscritta entro 30 giorni dall'invito da parte dell'Agenzia delle Entrate.



La responsabilità dell'intermediario abilitato

In caso di tardiva od omessa trasmissione delle dichiarazioni (art.7-bis, D.Lgs. 9.7.1997, n. 241), l’intermediario è sottoposto a sanzione fissa che va da euro 516 a euro 5.164, con possibilità di utilizzo dell'istituto del ravvedimento operoso o a revoca dell'abilitazione, in caso di gravi o ripetute irregolarità commesse nello svolgimento dell'attività di trasmissione delle dichiarazioni, o in presenza di provvedimenti di sospensione irrogati dall'ordine di appartenenza del professionista o in caso di revoca dell'autorizzazione all'esercizio dell'attività da parte dei centri di assistenza fiscale.



Il visto di conformità

Il visto di conformità è stato introdott