L'erogazione del TFR in busta paga: aspetti pratici e fac-simile

 
Premessa generale
Come noto la Legge di Stabilità ha previsto che il lavoratore possa richiedere al datore di lavoro di ricevere, mensilmente in busta paga, la quota di TFR maturanda nella mensilità, compresa quella destinata alla previdenza complementare.
La scelta è una facoltà per il lavoratore, mentre l’erogazione in busta paga diventa un obbligo per il datore di lavoro qualora il lavoratore decida in tal senso.
L’Inps, con la circolare n.82/15, ha dettato le istruzioni operative per la liquidazione della quota integrativa della retribuzione (QUIR) ed ha ribadito che, relativamente ai termini di decorrenza, il primo periodo di paga utile per l’accesso alla Quir coincide con il periodo di paga di Maggio 2015 e termina con il mese di giugno 2018 (l’erogazione è posticipata nel cedolino paga di Agosto 2018 e termina a Settembre 2018 per coloro che, pur avendo presentato l’istanza entro Aprile 2015, sono alle dipendenze di un datore di lavoro che occupa fino a 49 addetti e che accede al finanziamento garantito dall’Inps).
I soggetti destinatari del Provvedimento
Possono richiedere la liquidazione mensile della QUIR i lavoratori dipendenti da un datore di lavoro del settore privato, con rapporto di lavoro subordinato in essere da almeno 6 mesi anche se aderenti alle forme pensionistiche complementari o il cui Trattamento di fine rapporto sia versato al Fondo di Tesoreria.
Sono invece esclusi dalla normativa le seguenti tipologie di lavoratori:
a) domestici;
b) dipendenti del settore agricolo (tutti i lavoratori subordinati a prescindere dalla specifica qualifica);
c) lavoratori per i quali la legge o il Ccnl, anche mediante il rinvio alla contrattazione di secondo livello, prevede la corresponsione periodica del Tfr o il suo accantonamento presso soggetti terzi (marittimi di cui alla Legge n. 413/84, lavoratori dell’edilizia per i quali il TFR è accantonato presso le Casse Edili, dipendenti delle società esercenti attività di riscossione delle imposte dirette destinatari della L. n.377/58, lavoratori iscritti al Fondo dazieri);
d) dipendenti da datori di lavoro sottoposti a procedure concorsuali;
e) dipendenti da datori di lavoro che abbiano iscritto nel registro delle imprese un accordo di ristrutturazione dei debiti di cui all’art. 182-bis, R.D. n.267/42;
f) dipendenti da datori di lavoro che abbiano iscritto presso il Registro delle imprese un piano di risanamento attestato di cui all’art.67, c. 2, lett. d, Legge fallimentare;
g) dipendenti da datori di lavoro per i quali siano stati autorizzati interventi di integrazione salariale straordinaria e in deroga, se in prosecuzione dell’integrazione straordinaria stessa, limitatamente ai lavoratori in forza presso l’unità produttiva interessata dagli interventi e per la durata stabilita nei provvedimenti ministeriali;
h) dipendenti da datori di lavoro che abbiano sottoscritto un accordo di ristrutturazione dei debiti e di soddisfazione dei crediti di cui all’art.7, Legge n. 3/2012.
Nota bene
Sono anche esclusi i lavoratori che hanno utilizzato il proprio TFR come garanzia di contratti di finanziamento stipulati, fino alla notifica, da parte del mutuante, dell’estinzione del credito oggetto del contratto di finanziamento.
I Requisiti previsti per poter accedere alla QUIR sono i seguenti:
1) avere un’anzianità di lavoro minima maturata presso il medesimo datore di lavoro di almeno 6 mesi;
2) il TFR non deve risultare a garanzia di contratti di finanziamento.
L’accertamento della sussistenza delle condizioni e dei requisiti soggettivi e oggettivi è operato dal datore di lavoro, anche con riferimento ai vincoli sul Tfr a garanzia di finanziamenti, purché gli siano stati notificati.
 
Nota bene: la successione di rapporti di lavoro azzera l’anzianità di servizio e rende inefficace la …

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