Verifica fiscale in azienda valida anche se supera i trenta giorni

di Federico Gavioli

Pubblicato il 22 aprile 2015

lo Statuto del contribuente dispone che la permanenza degli operatori dell’amministrazione finanziaria per verifiche presso la sede del contribuente non può superare i trenta giorni lavorativi, prorogabili per ulteriori trenta giorni nei casi di particolare complessità dell’indagine individuate e motivate dal dirigente dell’ufficio...

 

La verifica fiscale presso la sede del contribuente che si protrae oltre i termini previsti dalla legge (trenta giorni) non invalida il PVC né l’atto impositivo. A ricordarlo è la Cassazione con la sentenza 7584/15, pubblicata il 15 aprile 2014; il collegio di legittimità accoglie il ricorso dell’Erario che impugnava la sentenza sfavorevole della Commissione tributaria regionale.

 

Il contenzioso

La Commissione tributaria regionale con sentenza del giugno 2008, rigettava l’appello principale proposto dall'Ufficio della Agenzia delle Entrate ed in accoglimento dell’appello incidentale proposto da una SRL, confermava la statuizione di annullamento dell’atto impositivo per vizi inerenti:

a) la illegittima acquisizione, nel corso della verifica fiscale, di documentazione extracontabile di natura "bancaria", in assenza della autorizzazione prescritta per la effettuazione di indagini bancarie;

b) la protrazione della verifica fiscale, dai 22 gennaio al 2 agosto 2002, in violazione del termine massimo di gg. 30 stabilito dall’art. 12, legge n. 212/2000 (Statuto del contribuente);

c) la illegittima tassazione del contributo percepito dalla società ai sensi della legge n. 488/1992, in quanto nel 1999 la quota di finanziamento ricevuta dalla società era stata erogata soltanto con "decreto provvisorio";

d) l’illegittimo disconoscimento dei costi deducibili e della detrazione IVA relativamente alle spese di ristrutturazione di un immobile di proprietà di terzo ed assegnato alla società in comodato a titolo oneroso, che lo aveva quindi concesso in locazione alla Provincia.

Avverso la sentenza di appello, non notificata, l’Agenzia delle Entrate ha proposto tempestivo ricorso per cassazione.


La verifica fiscale protrattasi oltre i termini previsti dalla Statuto del Contribuente

Nella versione prima delle modifiche introdotte dal legislatore con il decreto legge 13 maggio 2011, n. 70 (cd. Decreto Sviluppo), l’art. 12, co. 5, dello Statuto del Contribuente prevedeva quanto segue: «La permanenza degli operatori civili o militari dell’amministrazione finanziaria, dovuta a verifiche presso la sede del contribuente, non può superare i trenta giorni lavorativi, prorogabili per ulteriori trenta giorni nei casi di particolare complessità dell’indagine individuati e motivati dal dirigente dell’ufficio. Gli operatori possono ritornare nella sede del contribuente, decorso tale periodo, per esaminare le osservazioni e le richieste eventualmente presentate dal contribuente dopo la conclusione delle operazioni di verifica ovvero, previo assenso motivato del dirigente dell’ufficio, per specifiche ragioni».

L’art. 7, comma 2, lettera c), del «Decreto Sviluppo», dopo il secondo periodo del sopra riportato co. 5, dell’art. 12, ha aggiunto il seguente: «Il periodo di permanenza presso la sede del contribuente di cui al primo periodo, così come l’eventuale proroga ivi