Imposte correnti e differite senza segreti - O.I.C. principio contabile n. 25

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Obbligo di indicazione della fiscalità differita nei bilanci: ma deve essere prima verificata l’esistenza delle condizioni. Le regole di iscrizione differiscono qualora la fiscalità differita consegua da operazioni che interessano il conto economico o meno. L’OIC 25 dispone di iscrivere le imposte anticipate e differite nell’esercizio in cui emergono le differenze temporanee. Le imposte anticipate devono essere rilevate nel rispetto del principio di prudenza e se vi è ragionevole certezza del loro futuri recupero.

Le imposte anticipate/differite devono essere iscritte nell’esercizio in cui emergono le differenze temporanee con l’esclusione della rilevazione iniziale dell’avviamento o di attività/passività in operazioni che non influenzano né il risultato civile né quello fiscale e non si tratta di operazioni straordinarie.

Premessa

L’OIC ha effettuato una rielaborazione del principio contabile 25 avente ad oggetto le imposte sui redditi.

L’obiettivo dell’OIC 25 è quello di definire i criteri per la rilevazione, classificazione e valutazione delle imposte sul reddito e quelle ad esse assimilabili (IRAP), nonché le informazioni da presentare nella nota integrativa.

La nuova versione dell’OIC 25 sostituisce quella pubblicata nel 2005 e deve essere applicata ai bilanci chiusi a partire dal 31 dicembre 2014.

In particolare, il nuovo OIC 25 presenta delle esemplificazioni sulle differenze temporanee e permanenti, nonché sul calcolo della fiscalità differita; dispone di iscrivere le imposte anticipate e differite nell’esercizio in cui emergono le differenze temporanee, considerando la specificità che caratterizzano la normativa fiscale in tema di imponibilità e deducibilità.

Definizioni

  • Le imposte correnti rappresentano le imposte sul reddito dovute riferibili al reddito imponibile di un esercizio. Il reddito imponibile è l’utile di un esercizio, determinato secondo quanto previsto dalla legislazione fiscale, su cui sono calcolate le imposte correnti. Il risultato civilistico è il risultato prima delle imposte determinato secondo quanto previsto dall’art. 2425 del c.c.;

  • Le passività per imposte differite rappresentano gli ammontari delle imposte sul reddito dovute negli esercizi futuri riferibili alle differenze temporanee imponibili;

  • Le attività per imposte anticipate rappresentano gli ammontari delle imposte sul reddito recuperabili negli esercizi futuri riferibili alle differenze temporanee deducibili o al riporto a nuovo di perdite fiscali.

Le differenze temporanee possono sorgere a seguito di:

  1. Operazioni che hanno effetto sul conto economico: si tratta di costi (o ricavi) che concorreranno a formare il reddito imponibile in un esercizio diverso da quello nel quale concorrono a formare il risultato civilistico;

  2. Operazioni che non hanno effetto sul conto economico: si tratta di operazioni straordinarie o rivalutazioni di attività iscritte nello stato patrimoniale a seguito di specifiche leggi o riserve in sospensione di imposta.

Le differenze temporanee si distinguono in:

  1. Differenze temporanee imponibili (generano imposte differite passive): differenze che si tradurranno in importi imponibili quando il valore contabile dell’attività o della passività sarà estinto;

  2. Differenze temporanee deducibili (generano imposte anticipate): differenze temporanee che si tradurranno in importi deducibili quando il valore contabile dell’attività o della passività sarà estinto o realizzato.

Le differenze temporanee, deducibili in esercizi successivi, quali le spese di manutenzione ordinaria, generano una variazione in aumento nell’Unico Società di capitali, in quanto, sebbene il costo sia di competenza dell’esercizio, sarà fiscalmente deducibile in esercizi successivi.

Le differenze temporanee imponibili in esercizi successivi, quali le plusvalenze fiscalmente realizzate, generano sfasature…

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