Imposte correnti e differite senza segreti – O.I.C. principio contabile n. 25

di Maria Benedetto

Pubblicato il 17 marzo 2015

la gestione di imposte correnti e differite è una delle più ostiche in sede di predisposizione del bilancio d'esercizio: presentiamo una guida al nuovo OIC 25 corredata di esempi pratici di calcolo



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Obbligo di indicazione della fiscalità differita nei bilanci: ma deve essere prima verificata l’esistenza delle condizioni. Le regole di iscrizione differiscono qualora la fiscalità differita consegua da operazioni che interessano il conto economico o meno. L’OIC 25 dispone di iscrivere le imposte anticipate e differite nell’esercizio in cui emergono le differenze temporanee. Le imposte anticipate devono essere rilevate nel rispetto del principio di prudenza e se vi è ragionevole certezza del loro futuri recupero.

Le imposte anticipate/differite devono essere iscritte nell’esercizio in cui emergono le differenze temporanee con l’esclusione della rilevazione iniziale dell’avviamento o di attività/passività in operazioni che non influenzano né il risultato civile né quello fiscale e non si tratta di operazioni straordinarie.



Premessa

L’OIC ha effettuato una rielaborazione del principio contabile 25 avente ad oggetto le imposte sui redditi.

L’obiettivo dell’OIC 25 è quello di definire i criteri per la rilevazione, classificazione e valutazione delle imposte sul reddito e quelle ad esse assimilabili (IRAP), nonché le informazioni da presentare nella nota integrativa.

La nuova versione dell’OIC 25 sostituisce quella pubblicata nel 2005 e deve essere applicata ai bilanci chiusi a partire dal 31 dicembre 2014.

In particolare, il nuovo OIC 25 presenta delle esemplificazioni sulle differenze temporanee e permanenti, nonché sul calcolo della fiscalità differita; dispone di iscrivere le imposte anticipate e differite nell’esercizio in cui emergono le differenze temporanee, considerando la specificità che caratterizzano la normativa fiscale in tema di imponibilità e deducibilità.



Definizioni

  • Le imposte correnti rappresentano le imposte sul reddito dovute riferibili al reddito imponibile di un esercizio. Il reddito imponibile è l’utile di un esercizio, determinato secondo quanto previsto dalla legislazione fiscale, su cui sono calcolate le imposte correnti. Il risultato civilistico è il risultato prima delle imposte determinato secondo quanto previsto dall’art. 2425 del c.c.;

  • Le passività per imposte differite rappresentano gli ammontari delle imposte sul reddito dovute negli esercizi futuri riferibili alle differenze temporanee imponibili;

  • Le attività per imposte anticipate rappresentano gli ammontari delle imposte sul reddito recuperabili negli esercizi futuri riferibili alle differenze temporanee deducibili o al riporto a nuovo di perdite fiscali.

Le differenze temporanee possono sorgere a seguito di:

  1. Operazioni che hanno effetto sul conto economico: si tratta di costi (o ricavi) che concorreranno a formare il reddito imponibile in un esercizio diverso da quello nel quale concorrono a formare il risultato civilistico;

  2. Operazioni che non hanno effetto sul conto economico: si tratta di operazioni straordinarie o rivalutazioni di attività iscritte nello stato patrimoniale a seguito di specifiche leggi o riserve in sospensione di imposta.

Le differenze temporanee si distinguono in:

  1. Differenze temporanee imponibili (generano imposte differite passive): differenze che si tradurranno in importi imponibili quando il valore contabile dell’attività o della passività sarà estinto;

  2. Differenze temporanee deducibili (generano imposte anticipate): differenze temporanee che si tradurranno in importi deducibili quando il valore contabile dell’attività o della passività sarà estinto o realizzato.

Le differenze temporanee, deducibili in esercizi successivi, quali le spese