I revisori deli enti locali e le novità dalla Legge di Stabilità

Poche novità riserva la Legge di stabilità 2015 ai Revisori degli enti locali. Si segnala infatti che la Legge n. 190/2014, a differenza della maggior parte dei principali interventi legislativi operati sugli enti locali negli ultimi anni, non introduce disposizioni che coinvolgano direttamente gli Organi di revisione degli enti. Ciò non toglie che il carattere omnicomprensivo di alcuni dei compiti loro affidati dal TUEL (D.Lgs. n. 267/2000) influenza sotto diversi aspetti l’attività di controllo dei Revisori.

Contributi di finanza pubblica
Si segnala ad esempio che la Legge di stabilità richiede nuovi contributi di finanza pubblica agli enti locali. Nello specifico i commi 418 e 419 introducono per le nuove Province e Città metropolitane un’ulteriore riduzione della spesa corrente di un miliardo di euro per l’anno 2015, di 2 miliardi di euro per l’anno 2016 e di 3 miliardi di euro a decorrere dal 2017, mentre per i Comuni i tagli richiesti ammontano a decorrere dal 2015 a 1.200 milioni di euro. Le modalità con cui gli enti interessati devono assicurare all’Erario la corresponsione del contributo di finanza pubblica richiesto ricalcano quelle indicate già previste per l’analogo intervento operato sulle finanze locali in occasione del D.L. n. 66/2014, convertito dalla Legge n. 89/2014 (Decreto Irpef): taglio corrispondente delle spettanze dei singoli enti a valere sul Fondo di solidarietà comunale per i Comuni e versamento in apposito capitolo di entrata del bilancio dello Stato da parte di Province e Città metropolitane. Si evidenzia tuttavia che, in discontinuità con il precedente Decreto Irpef, in questo caso non sono previsti a carico dell’Organo di revisione specifici compiti di verifica dell’effettiva adozione delle misure di risparmio sopra indicate da parte degli enti, né viene richiesta alcuna espressa attestazione della suddetta attività nella relazione sul bilancio di previsione e sul rendiconto trasmessa alle Sezioni regionali di controllo della Corte dei conti.
Ciò naturalmente non toglie che i Revisori sono comunque tenuti a monitorare che la situazione finanziaria del singolo ente si conformi ai limiti di finanza pubblica imposti sul singolo ente secondo la legislazione vigente, che necessariamente non può che tenere in considerazione anche i tagli introdotti dalla Legge di stabilità 2015.

Armonizzazione
Ulteriori interventi riguardano le modifiche apportate dalla Legge di stabilità alla disciplina dell’armonizzazione (D.Lgs. n. 118/2011, modificato dal D.L.gs. n. 126/2014), che per tutti gli enti finora non coinvolti nella precedente sperimentazione vedrà nel 2015 il suo primo anno di applicazione e che necessariamente attribuisce un importante ruolo di attestazione ai Revisori degli enti locali. Nello specifico si fa riferimento all’operazione di riaccertamento straordinario che adegua lo stock di residui attivi e passivi al principio contabile generale della competenza finanziaria allegato al D.Lgs. n. 118/2011. Si ricorda infatti che, ai sensi dei commi 7 e seguenti dell’articolo 3 del citato D.Lgs. n. 118/2011, tale adempimento deve essere effettuato contestualmente all’approvazione del rendiconto 2014, mediante un’apposita delibera di giunta (unico atto deliberativo) da approvare previo il parere dell’Organo di revisione dell’ente.
La Legge di stabilità 2015 interviene a questo punto sulla disciplina vigente dal primo gennaio 2015, introducendo una serie di correzioni al D.Lgs. n. 118/2011 volte ad attenuare l’impatto, per alcune amministrazioni sicuramente dirompente, che i nuovi principi contabili dell’armonizzazione produrranno sui bilanci degli enti locali.
Il comma 507 concede perciò maggiore tempo agli enti locali per la copertura dell’eventuale …

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