I revisori deli enti locali e le novità dalla Legge di Stabilità

di Marco Castellani

Pubblicato il 5 marzo 2015

i revisori degli enti locali devono fare particolare attenzione ad alcune novità nascoste nella Legge di Stabilità che riguardano i contributi alla finanza pubblica e gli ultimi correttivi in tema di armonizzazione contabile

Poche novità riserva la Legge di stabilità 2015 ai Revisori degli enti locali. Si segnala infatti che la Legge n. 190/2014, a differenza della maggior parte dei principali interventi legislativi operati sugli enti locali negli ultimi anni, non introduce disposizioni che coinvolgano direttamente gli Organi di revisione degli enti. Ciò non toglie che il carattere omnicomprensivo di alcuni dei compiti loro affidati dal TUEL (D.Lgs. n. 267/2000) influenza sotto diversi aspetti l’attività di controllo dei Revisori.



Contributi di finanza pubblica

Si segnala ad esempio che la Legge di stabilità richiede nuovi contributi di finanza pubblica agli enti locali. Nello specifico i commi 418 e 419 introducono per le nuove Province e Città metropolitane un’ulteriore riduzione della spesa corrente di un miliardo di euro per l’anno 2015, di 2 miliardi di euro per l’anno 2016 e di 3 miliardi di euro a decorrere dal 2017, mentre per i Comuni i tagli richiesti ammontano a decorrere dal 2015 a 1.200 milioni di euro. Le modalità con cui gli enti interessati devono assicurare all’Erario la corresponsione del contributo di finanza pubblica richiesto ricalcano quelle indicate già previste per l’analogo intervento operato sulle finanze locali in occasione del D.L. n. 66/2014, convertito dalla Legge n. 89/2014 (Decreto Irpef): taglio corrispondente delle spettanze dei singoli enti a valere sul Fondo di solidarietà comunale per i Comuni e versamento in apposito capitolo di entrata del bilancio dello Stato da parte di Province e Città metropolitane. Si evidenzia tuttavia che, in discontinuità con il precedente Decreto Irpef, in questo caso non sono previsti a carico dell’Organo di revisione specifici c