IVA per cassa: dal 2015 arriva la possibilità di revoca

L’art. 32-bis del DL n. 83/2012, c.d. “Decreto Crescita”, ha introdotto il nuovo regime dell’IVA “per cassa”, prevedendo l’esigibilità differita dell’IVA per le cessioni/prestazioni eseguite da soggetti passivi con un volume d’affari non superiore a Euro 2.000.000 nei confronti di soggetti passivi d’imposta. Il  regime dell’IVA per cassa, in base alle disposizioni attuative contenute nel DM 11.10.2012, è entrato in vigore a decorrere dall’1.12.2012.
L’Agenzia delle Entrate con il Provvedimento 21.11.2012 e con la Circolare n.44/E del 26.11.12 ha reso note le modalità di esercizio dell’opzione. La possibilità di optare per la liquidazione dell’IVA secondo la contabilità di “cassa” interessa gli imprenditori/lavoratori autonomi che effettuano, nei confronti di soggetti passivi IVA, cessioni di beni e prestazioni di servizi “imponibili nel territorio dello Stato” e che nell’anno precedente hanno realizzato ovvero, in caso di inizio dell’attività, prevedono di realizzare, un volume d’affari non superiore a € 2.000.000. L’Agenzia delle Entrate nella circolare n. 44/E del 26.11.12 ha precisato che il suddetto importo non va ragguagliato in caso di inizio dell’attività in corso d’anno. Il volume d’affari deve essere determinato considerando tutte le operazioni attive, sia quelle assoggettate all’IVA per cassa sia quelle escluse. I soggetti che optano per questo regime applicano la liquidazione dell’IVA “per cassa” sia alle operazioni attive (IVA a debito) che alle operazioni passive (IVA a credito). Il differimento dell’esigibilità dell’IVA a debito e il differimento della detrazione dell’IVA a credito però è limitato nel tempo in quanto l’imposta diviene, comunque, esigibile e detraibile dopo il decorso di un anno dal momento di effettuazione dell’operazione.
 
Considerata la durata triennale dell’opzione “Iva per cassa”, i soggetti che hanno scelto tale regime dall’1/12/2012 (con comunicazione nel quadro VO del mod. IVA 2013), si trovano ora a dover scegliere tra due soluzioni:
– proseguire con il regime IVA per cassa: in tal caso non è necessario provvedere ad alcun adempimento / comunicazione in quanto, scaduto il primo triennio, l’opzione si rinnova automaticamente di anno in anno;
– tornare all’applicazione del regime IVA ordinario:  in tal caso, dall’1.1.2015 rileva il comportamento concludente del soggetto interessato che poi provvederà a comunicare la revoca dell’opzione nel quadro VO del mod. IVA 2016 relativo al 2015.
 
I contribuenti che adottano tale regime di liquidazione dell’IVA, applicano i seguenti criteri:
– l’IVA a debito diviene esigibile al momento del pagamento dei relativi corrispettivi ovvero decorso un anno dall’effettuazione dell’operazione a meno che l’acquirente / committente nonsia assoggettato a procedure concorsuali;
– l’IVA a credito è detraibile dal momento del pagamento dei relativi corrispettivi e comunque decorso un anno dal momento in cui l’operazione si considera effettuata, fermo restando chela detrazione può essere effettuata al più tardi con la dichiarazione IVA relativa al secondo annosuccessivo a quello in cui è avvenuto il pagamento ovvero a quello in cui è decorso un annodall’effettuazione dell’operazione (ex art. 6 Dpr 633/72).
L’Agenzia delle Entrate, nella circolare 15.2.2013, n. 1/E, ha precisato che nel caso di pagamento tramite mezzi diversi dal denaro (ad esempio, bonifico bancario) il corrispettivo si considera incassato nel momento dell’effettiva disponibilità della somma sul c/c bancario, quindi è rilevante la &…

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