Accertamento con adesione valido anche se non c’è contraddittorio

di Federico Gavioli

Pubblicato il 6 febbraio 2015

nel procedimento di accertamento per adesione l’instaurazione del contraddittorio preventivo da parte dell’amministrazione finanziaria è del tutto facoltativo, non è obbligatorio e non inficia la validità dell’atto emesso

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 444, del 14 gennaio 2015, ha stabilito che l’accertamento con adesione è valido anche nell’ipotesi in cui l’amministrazione finanziaria non abbia preventivamente invitato il contribuente al contraddittorio.

Un contribuente proponeva ricorso avverso l'avviso di accertamento notificato nel maggio del 2003 col quale il fisco, sulla base dei parametri di cui alla legge n. 549 del 1995 (articolo 3, comma 194), aveva determinato maggiori ricavi e maggior volume d'affari, recuperando imposte e sanzioni.

Nel ricorso eccepiva l'illegittimità dell'atto impositivo per vizio di notifica del presupposto invito al contraddittorio, che l'aveva preceduto ai fini del tentativo di adesione ai sensi dell’articolo 5, del decreto legislativo 19 giugno 1997, n. 218.

Il contribuente rilevava che tale invito era stato erroneamente notificato il 31 dicembre 2002 alla madre.

L'Ufficio replicava affermando che la madre, nel ricevere la notifica, si era qualificata come addetta alla sede.

La Commissione tributaria provinciale accoglieva il ricorso osservando “che al momento in cui fu notificato ravviso di accertamento la YY esercitava l'attività di commercio al dettaglio di fiori, piante e sementi in altro luogo da quello in cui fu notificato anche l'invito al contraddittorio”; pertanto il giudice di prime cure concludeva “... per nullità dell'invito al contraddittorio ... notificato in data 31/12/2002 in nessun luogo dove veniva esercitata alcuna attività del ricorrente come invece prescritto dall'art. 139 c.p.c.”.

La Commissione tributaria regionale nel rigettare il gravame affermava che “la decisione della Commissione tributaria provinciale è corretta sia sul piano logico che giuridico e la notifica effettuata alla YY non può intendersi come fatta al soggetto legittimato a ricevere la notifica ai sensi dell’art. 139 c.p.c.”; aggiungeva che, “essendo, pertanto, stato erroneamente notificato il contraddittorio per l’avviso di accertamento, la sentenza di primo grado va confermata”.

L’Agenzia delle Entrate avverso la sente