Accertamento con adesione valido anche se non c’è contraddittorio

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 444, del 14 gennaio 2015, ha stabilito che l’accertamento con adesione è valido anche nell’ipotesi in cui l’amministrazione finanziaria non abbia preventivamente invitato il contribuente al contraddittorio.
Un contribuente proponeva ricorso avverso l’avviso di accertamento notificato nel maggio del 2003 col quale il fisco, sulla base dei parametri di cui alla legge n. 549 del 1995 (articolo 3, comma 194), aveva determinato maggiori ricavi e maggior volume d’affari, recuperando imposte e sanzioni.
Nel ricorso eccepiva l’illegittimità dell’atto impositivo per vizio di notifica del presupposto invito al contraddittorio, che l’aveva preceduto ai fini del tentativo di adesione ai sensi dell’articolo 5, del decreto legislativo 19 giugno 1997, n. 218.
Il contribuente rilevava che tale invito era stato erroneamente notificato il 31 dicembre 2002 alla madre.
L’Ufficio replicava affermando che la madre, nel ricevere la notifica, si era qualificata come addetta alla sede.
La Commissione tributaria provinciale accoglieva il ricorso osservando “che al momento in cui fu notificato ravviso di accertamento la YY esercitava l’attività di commercio al dettaglio di fiori, piante e sementi in altro luogo da quello in cui fu notificato anche l’invito al contraddittorio”; pertanto il giudice di prime cure concludeva “… per nullità dell’invito al contraddittorio … notificato in data 31/12/2002 in nessun luogo dove veniva esercitata alcuna attività del ricorrente come invece prescritto dall’art. 139 c.p.c.”.
La Commissione tributaria regionale nel rigettare il gravame affermava che “la decisione della Commissione tributaria provinciale è corretta sia sul piano logico che giuridico e la notifica effettuata alla YY non può intendersi come fatta al soggetto legittimato a ricevere la notifica ai sensi dell’art. 139 c.p.c.”; aggiungeva che, “essendo, pertanto, stato erroneamente notificato il contraddittorio per l’avviso di accertamento, la sentenza di primo grado va confermata”.
L’Agenzia delle Entrate avverso la sentenza sfavorevole propone ricorso per Cassazione.

L’istituto dell’accertamento con adesione
L’istituto dell’accertamento con adesione consente al contribuente di definire il procedimento accertativo avviato dall’Ufficio sulla sua posizione fiscale. I vantaggi previsti dalla definizione sono costituiti dalla possibilità di addivenire ad un contraddittorio con l’Ufficio, attraverso il quale il contribuente, con l’allegazione di osservazioni ed ulteriori elementi documentali, possa ottenere la riduzione della pretesa erariale. Inoltre, tale istituto consente di avere una riduzione delle sanzioni irrogate quale ulteriore fattore di incentivazione all’adesione. Infine, tale definizione comporta anche la preclusione all’Ufficio della possibilità di “riaprire” l’accertamento, salvo casi particolari. Lo scopo dell’istituto è la stimolazione del dialogo tra i contribuenti e l’Amministrazione finanziaria, al fine di consentire a quest’ultima una migliore valutazione delle posizioni fiscali sottoposte a controllo. Esso, inoltre, dovrebbe tendere a deflazionare il contenzioso tributario. Sebbene il decreto recante la disciplina dell’accertamento con adesione sia notevolmente mutato nel corso degli ultimi anni, a seguito dei numerosi interventi legislativi, che hanno sostanzialmente introdotto altre fattispecie dello strumento di adesione, le due ipotesi iniziali di accertamento con adesione sono ancora vigenti: si tratta dell’invito all’adesione notificato dall’Ufficio e del caso contrario, ovvero dell’istanza di adesione presentata dal contribuente. Quel che interessa in questa sede è proprio quest’ultima …

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