Split payment dal 2015: emissione fattura alla Pubblica Amministrazione e sua contabilizzazione

di Vincenzo D'Andò

Pubblicato il 7 gennaio 2015

per le operazioni con Iva esigibile dal 1° gennaio 2015, il nuovo art. 17-ter del DPR n. 633/1972 prevede un nuovo sistema di assolvimento dell’Iva denominato 'split payment': con versamento dell'IVA direttamente da parte della pubblica amministrazione che riceve e paga la fattura

L’art. 1, comma 628 della Legge n. 190 del 23 dicembre 2014 (Legge di stabilità per il 2015) ha introdotto, per le operazioni con Iva esigibile dal 1° gennaio 2015, il nuovo art. 17-ter del DPR n. 633/1972 prevedendo un nuovo sistema di assolvimento dell’Iva denominato “split payment”.

Dunque, la Legge di Stabilità per il 2015 introduce lo split payment, che prevede il pagamento dell’Iva direttamente all’Erario da parte dell’ente pubblico. Si tratta di un meccanismo “rivoluzionario” che viene innestato nella “consolidata” sfera applicativa dell’Iva, fondata sulle coordinate rivalsa-detrazione, tanto da essere subordinato al rilascio di un’apposita autorizzazione da parte del Consiglio Europeo.

In base allo split payment, da un punto di vista finanziario, l’operazione viene divisa in due e, di conseguenza, la Pubblica Amministrazione:

- Versa al suo fornitore l’importo della fattura relativa alla cessione o alla prestazione al netto dell’Iva;

- e poi provvede a versare l’importo dell’Iva direttamente all’Erario con termini e modalità che verranno stabiliti da un apposito decreto.

Il Legislatore, tenuto conto dei probabili problemi di liquidità per i fornitori della Pubblica Amministrazione (non potendo questi ultimi incassare l’Iva e compensarla con quella anticipata a “monte” ai propri fornitori), ha previsto un’integrazione dell’art. 30, del D.P.R. 633/1972, comprendendo le operazioni sottoposte a split payment tra quelle che concorrono alla determinazione del presupposto dell’aliquota media ai fini del rimborso annuale e infrannuale.

Difatti, con l’entrata in vigore del meccanismo dello split payment, i fornitori non sono più debitori dell’imposta verso l’Erario (non dovendo più riscuotere l’Iva dalla Pubblica Ammininistrazione) e pertanto il regime di esigibilità (differita o immediata) dell’imposta perde la sua importanza.

La norma avrà anche un impatto per quanto concerne gli aspetti contabili dei soggetti coinvolti con la Pubblica Amministrazione.

Peraltro, nei riguardi della Pubblica Amministrazione:

- L’Iva diviene esigibile soltanto al momento del pagamento del corrispettivo; pertanto non può sorgere alcun obbligo di pagamento dell’imposta da parte degli enti destinatari fino a quando l’imposta stessa non sia divenuta esigibile ai sensi del comma 5 dell’art. 6 (cioé, fino a quando non venga pagato il corrispettivo);

- in caso di inosservanza dell’obbligo di versamento, si applicheranno nei confronti degli enti inadempienti le sanzioni previste dall’art. 13 del D.Lgs. n. 471/1997 per l’omesso o ritardato versamento dei tributi;

- il meccanismo dello split payment si applica alle cessioni di beni e alle prestazioni di servizi effettuate nei confronti dei suddetti enti quando “non sono debitori d’imposta ai sensi delle disposizioni in materia di imposta sul valore aggiunto”.

 

Conseguenze per i fornitori della Pubblica Amministrazione

Dunque, dal 1° gennaio 2015:

- Le modalità di fatturazione nei confronti degli enti pubblici coinvolti non cambiano, poiché valgono le regole generali di emissione delle fatture indicando sia la base imponibile sia l’Iva; ovviamente viene meno il concetto in tali casi