Spese di vitto e alloggio dei professionisti: il trattamento fiscale

di Nicola Forte

Pubblicato il 15 gennaio 2015

dopo il decreto sulle semplificazioni fiscali le prestazioni alberghiere e di somministrazione di alimenti e bevande acquistate direttamente dal committente non costituiscono più compensi in natura per il professionista

L’art. 10 del D.Lgs n. 175/2014 (c.d. Decreto sulle semplificazioni) è intervenuto sul testo dell’art. 54 del TUIR prevedendo che “Le prestazioni alberghiere e di somministrazione di alimenti e bevande acquistate direttamente dal committente non costituiscono compensi in natura per il professionista”.

D’ora in avanti, a decorrere dal 1 gennaio 2005, se un’impresa che organizza un convegno sostiene direttamente le spese alberghiere o del ristorante relative alla partecipazione di un professionista quale relatore all’evento, la prestazione in natura con costituisce più un compenso imponibile. Di conseguenza la spesa anticipata non concorre più alla formazione del reddito professionale quale compenso in natura. Si tratta di una deroga espressa alla previsione di cui all’art. 54, c. 1 del TUIR in base al quale il reddito di lavoro autonomo è determinato effettuando la differenza tra compensi in denaro, ma anche in natura e le spese