L’onere della prova in caso di accertamento sintetico

di Giovambattista Palumbo

Pubblicato il 12 gennaio 2015

in caso di accertamento sintetico o redditometrico l'onere della prova si inverte cioè grava sul contribuente, il quale deve dimostrare che le presunzioni del Fisco non sono veritiere (Giovambattista Palumbo Fiammetta Poltronieri)

L'onere probatorio a carico del contribuente, come prevede l'art. 38 DPR 6001 73, consiste non nella dimostrazione del possesso di redditi astrattamente idonei all'acquisto di un bene, ma nel fatto che gli incrementi patrimoniali contestati dall'ufficio siano in effetti stati sostenuti con quegli specifici redditi esenti o già tassati all'origine. In conseguenza di ciò, con la sentenza n. 1119/6/2014, depositata il 06.10.2014, la Commissione Tributaria Provinciale di Firenze ha respinto i ricorsi riuniti di due coniugi avverso gli avvisi di accertamento sintetici emessi dall’Agenzia delle Entrate.


I fatti in causa

Con ricorsi riuniti dalla CTP di Firenze, due coniugi impugnavano gli avvisi con cui l'Agenzia delle Entrate accertava maggiori redditi ai sensi dell’art. 38.4 comma, DPR n. 600/73 per gli anni di imposta 2007 e 2008, contestando un'incompatibilità della capacità contributiva con le posizioni reddituali dichiarate nei due anni di imposta.

Gli atti di impugnazione dei contribuenti erano affidati a due motivi di ricorso:

  1. Con il primo motivo, i contribuenti eccepivano che, nel ricalcolare il maggior reddito derivante dal possesso dell’imbarcazione, l’Ufficio avesse sommato all’importo derivante dall’applicazione degli indici di capacità contributiva quello relativo alle rate del leasing, calcolando così ai fini impositivi il possesso dell’imbarcazione due volte.

  2. In secondo luogo veniva lamentata l’assenza dei presupposti per l’accertamento c.d. sintetico in quanto in uno dei due anni di imposta non sarebbe stato presente lo scostamento superiore ad un quarto richiesto dalla legge tra redditi dichiarati e ricalcolati: difatti nel 2008 la moglie risultava aver percepito una ingente somma dalla vendita di un terreno di proprietà della società semplice di cui la stessa era socia.

  3. Inoltre e più in generale entrambi i coniugi disponevano di ingenti somme derivanti da donazioni del padre della signora.

Si costituiva l’Ufficio ribadendo la legittimità della pretesa.

In particolare, in merito al primo motivo di ricorso, l’ufficio rilevava come i due aspetti dovessero essere entrambi considerati quali indici di ricchezza per espressa previsione legislativa, seppure con modalità diverse.

Difatti, al fine di consentire agli Uffici di procedere ad accertamento sintetico, in base a parametri certi ed uniformi, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha individuato indici e coefficienti presuntivi di reddito o di maggior reddito in relazione alla disponibilità da parte del contribuente di beni e servizi indicatori della capacità contributiva.

I beni ed i servizi sintomatici della potenzialità contributiva sono quelli illustrati dalla tabella allegata al D.M. del 10/09/1992, quando gli stessi si trovino nella “disponibilità” della persona fisica, che, a qualsiasi titolo od anche di fatto, utilizza o fa utilizzare i beni o riceve o fa ricevere i servizi ovvero supporta in tutto o in parte i relativi costi.

L’accertamento sintetico prende dunque in conside