L’IVA sulle prestazioni sanitarie: tra indetraibilità ed esenzione

di Giovambattista Palumbo

Pubblicato il 30 dicembre 2014

per un contribuente che esercita l'attività di casa di cura, le operazioni esenti poste in essere in generale dalle strutture sanitarie non sono estranee all’esercizio dell’impresa e possono generare un diritto alla detrazione IVA?

Con la recente sentenza n. 1144/2/2014, depositata in data 13.10.2014, la Commissione Tributaria Provinciale di Firenze ha respinto il ricorso di un contribuente, negando un rimborso per Euro 1.619.289,24.

La tesi del contribuente, in sostanza, consisteva nel ritenere che le operazioni esenti poste in essere in generale dalle strutture sanitarie pubbliche e private, non sono estranee all’esercizio dell’impresa, ma rientrano in tale esercizio e quindi, pur essendo espressamente previsto dall’art. 19 cc. 2, 5 e 19 bis del DPR 633/72 che le prestazioni sanitarie rientrino in un regime di pro rata di indetraibilità, tale previsione, laddove non consente la detraibilità dell’IVA in relazione alle operazioni esenti, sarebbe stata incompatibile con la normativa comunitaria, perché avrebbe spezzato il regime di neutralità tipico dell’imposta sul valore aggiunto.

Secondo il ricorrente, inoltre, il comma 2 dell’articolo 19 citato, che dispone, testualmente, che “non è detraibile l’imposta relativa all’acquisto o all’importazione di beni e servizi afferenti operazioni esenti”, sarebbe stato anche in contrasto con il precedente comma 1, che dispone la detrazione dell’imposta quando l’acquisto avviene nell’esercizio dell’impresa.

Secondo il ricorrente, in definitiva, l’indetraibilità avrebbe dovuto riguardare solo le operazioni escluse e non invece quelle esenti.

In sostanza il ricorrente lamentava il fatto che sul settore sanitario graverebbe in tal modo un “Iva occulta”, che farebbe perdere all’imposta la sua caratteristica di neutralità.

Per tutti tali (come di seguito vedremo, infondati) motivi, il ricorrente invocava dunque, alternativamente:

  • il riconoscimento da parte del Legislatore della detraibilità dell’imposta per le strutture sanitarie pubbliche e private;

  • l’inclusione tra le operazioni esenti ex art. 10 del DPR 633/72 delle forniture di beni e servizi alle imprese che operano nel settore sanitario;

  • il rinvio degli atti alla Corte Costituzionale;

  • la sospensione del procedimento rinviando la vertenza alla Corte di Giustizia.

Non solo, dunque, il ricorrente, in quanto struttura che non si poteva detrarre