Omesso versamento IVA: quando non sono punibili gli ex amministratori

di Nicola Monfreda

Pubblicato il 20 novembre 2014

analizziamo la responsabilità penale relativa all'omesso versamento IVA nel caso in cui l'amministratore abbia cessato le proprie funzioni prima del termine ultimo per il pagamento dell'IVA

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 42002 del 9 ottobre 2014, ha affermato che il legale rappresentante di una società che (dopo aver sottoscritto la dichiarazione IVA) cessa dal proprio incarico in un momento antecedente a quello in cui scade l’obbligo di versamento della relativa imposta, non risponde del reato di cui all’art. 10-ter del D.Lgs. n. 74/20001, poiché ne è penalmente responsabile solo colui che (alla data prevista per il pagamento dell’acconto relativo al periodo di imposta successivo2) ricopre la carica di amministratore.

Infatti, a detta del Supremo Collegio (nel caso in cui l'omesso versamento di imposte penalmente rilevante ai sensi si caratterizzi per essere riferito ad una obbligazione tributaria gravante su di un soggetto impersonale, come per le società) il reato in questione acquista in sostanza le sembianze di un reato proprio, nel senso che esso è suscettibile di essere commesso solamente dal soggetto, o dai soggetti, che, in base alla pertinente normativa tributaria, risultano essere gravati del predetto obbligo adempitivo. Quindi, in primo luogo, in quanto ne esercita i poteri di amministrazione con rilevanza esterna, il legale rappresentante della società tenuta dalla obbligazione tributaria; in via subordinata (laddove emerga che la rappresentanza formale non corrisponda all'effettiva p