Accertamento con adesione e mancato invito del contribuente

di Gianfranco Antico

Pubblicato il 17 novembre 2014

è valido l’atto di rettifica dell’ufficio, anche se l’Amministrazione finanziaria non ha invitato il contribuente che ha fatto proposta di accertamento con adesione al contraddittorio

Con la sentenza n. 21991 del 17 ottobre 2014 (ud. 29 maggio 2014) la Corte di Cassazione ha confermato il proprio pensiero sull’accertamento con adesione: è valido l’atto di rettifica dell’ufficio, anche se l’Amministrazione finanziaria non ha invitato il contribuente al contraddittorio.



Il principio espresso

Per condiviso principio già espresso dalla Corte, invero, "in tema di accertamento con adesione, la presentazione di istanza di definizione da parte del contribuente, ai sensi del D.Lgs. 19 giugno 1997, n. 218, art. 6, non comporta l'inefficacia dell'avviso di accertamento, ma solo la sospensione del termine di impugnazione per un periodo di 90 giorni, decorsi i quali, senza che sia stata perfezionata la definizione consensuale, l'accertamento diviene comunque definitivo, in assenza di impugnazione, anche se sia mancata la convocazione del contribuente, che costituisce per l'Ufficio non un obbligo, ma una facoltà, da esercitare in relazione ad una valutazione discrezionale del carattere di decisivi degli elementi posti a base dell'accertamento e dell'opportunità di evitare la contestazione giudiziaria" (Cass. nn. 28051/2009 e 3368/2012).

Come, peraltro, chiarito dalle Sezioni Unite della Corte di Cassazione, "In tema di accertamento con adesione, la mancata convocazione del contribuente, a seguito della presentazione dell'istanza D.Lgs. 16 giugno 1997, n. 218, ex art. 6, non comporta la nullità del procedimento di accertamento adottato dagli Uffici, non essendo tale sanzione prevista dalla legge" (Cass. sez. unite n. 3676/2010).



Breve nota

Come è noto, in punto di diritto, il comma 4 dell’articolo 6, del D.Lgs.n.218/97 dispone che “Entro quindici giorni dalla ricezione dell’istanza di cui al comma 2, l’ufficio, anche telefonicamente o telematicamente, formula al contribuente l’invito a comparire”.

La norma, quindi, non impone il rispetto di adempimenti formali quali la rituale notifica dell’invito, e pertanto proprio l’irritualità degli adempimenti autorizza a ritenere di essere in presenza di un termine ordinatorio.

In ogni caso, la presentazione dell’istanza prevista dal comma 2 dell’articolo 6, comporta solo la sospensione per 90 giorni dei termini di impugnazione dell’atto.

Più precisamente, la relazione al D.Lgs. n. 218/1997 chiarisce che “se la definizione non si formalizza nel lasso di tempo intercorrente fra la notifica dell'accertamento e il termine di scadenza per la relativa impugnazione, la proposizione di quest'ultima comporta rinuncia all'istanza di accertamento con adesione”.

In sede giurisprudenziale, con l’Ordinanza n. 18372 del 26 ottobre 2012 (ud 19 settembre 2012) la Corte di Cassazione aveva già affrontato la questione affermando che "In tema di accertamento con adesione, la mancata convocazione del contribuente, a seguito della presentazione dell'istanza D.Lgs. 19 giugno 1997, n. 218, ex art. 6, non comporta la nullità del procedimento di accertamento adottato dagli uffici, non essendo tale sanzione prevista dalla legge" (Cassazione civile sez. un. 17 febbraio 2010 n. 3676 e sez. trib. 28 dicembre 2011 n