Accertamento anticipato urgente per annualità in scadenza

Con la sentenza n. 21792 del 15 ottobre 2014 (ud. 16 luglio 2014) la Corte di Cassazione torna ad affrontare la questione dell’accertamento anticipato urgente per annualità in scadenza.

 

Il fatto

Il contribuente propone ricorso per cassazione avverso la sentenza della CTR che aveva ritenuto che l’avviso di accertamento era stato legittimamente emesso senza attendere la scadenza dei 60 giorni dalla redazione del processo verbale, in quanto il 31 dicembre 2006 scadevano i termini stabiliti a pena di decadenza per notificare l’atto impugnato per l’annualità 1999 e sussistevano quindi i motivi di urgenza previsti dalla L. n. 212 del 2000, art. 12.

Motivi della decisione

La Corte, innanzitutto, richiama il pensiero espresso a SS.UU. (n.18124/2013) secondo cui “l’avviso di accertamento emesso, come nel caso di specie, prima del decorso del termine di 60 giorni dalla redazione del processo verbale di chiusura delle operazioni è invalido in mancanza di ragioni di urgenza. In particolare, poichè la norma impone un termine per l’esercizio dell’azione impositiva piuttosto che un obbligo di motivazione circa il requisito dell’urgenza – obbligo che non rientra nella previsione della L. n. 212 del 2000, art. 7 – l’esistenza di detto requisito opera ex sè, senza che, ai fini dell’esonero dall’osservanza del termine, sia necessario che il fatto che determina l’urgenza sia enunciato nell’atto impositivo“.

Nel caso di specie, “in presenza delle non contestate ragioni di urgenza indicate dalla CTR (scadenza del termine, stabilito a pena di decadenza, per la notifica dell’accertamento dei redditi 1999) non sussiste dunque la dedotta nullità per la mancata espressa indicazioni delle ragioni di urgenza suddette. Ed invero secondo la lettura delle Ss.Uu. l’obbligo di motivazione degli atti tributari, assistito da sanzione di nullità in caso di inottemperanza, è quello che ha ad oggetto il contenuto sostanziale della pretesa tributaria, cioè i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche, che hanno determinato la decisione dell’Amministrazione (art. 7, comma 1 dello Statuto), non essendo, invece, necessario dar conto, in quella sede, e comunque non a pena di invalidità, salvo espressa eccezioni, del rispetto di regole procedimentali, quali, quelle attinenti al tempo di emanazione del provvedimento. Il vizio invalidante non consiste nella mera omessa enunciazione nell’atto dei motivi di urgenza che ne hanno determinato l’emissione anticipata, bensì nell’effettiva mancanza di detto requisito, esonerativo dell’osservanza del termine, la cui ricorrenza, nella concreta fattispecie dev’essere provata dall’Ufficio”.

La questione, quindi, si sposta dunque in sede contenziosa. “A fronte di un avviso di accertamento emesso prima della scadenza del termine di cui alla L. n. 212 del 2000, art. 12 e privo dell’enunciazione dei motivi di urgenza che lo legittimano, il contribuente potrà, ove lo ritenga, anche limitarsi ad impugnarlo per il solo vizio della violazione del termine, mentre spetterà all’Ufficio l’onere di provare la sussistenza del requisito esonerativo e dunque, in definitiva al giudice, stabilire l’esistenza di una valida e particolare ragione di urgenza, idonea a giustificare l’anticipazione dell’emissione del provvedimento. Orbene facendo applicazione di detti principi nel caso di specie, il motivo appare destituito di fondamento. A fronte delle ragioni di urgenza riferite dall’Ufficio ed affermate dalla CTR la contribuente non ha infatti contestato la rilevanza ed idoneità delle ragioni suddette, ma si è limitata a dedurre la mancata esposizione di dette ragioni nella motivazione dell’avviso di accertamento impugnato”.

Breve nota

Sull’accertamento anticipato1 urgente annotiamo una serie di sentenze della Corte di Cassazione.

  • Sentenza n. 20769/2013: la notifica dell’avviso di accertamento … prima dello spirare del termine di sessanta giorni dalla chiusura della verifica, … era stata giustificata dall’Ufficio con l’esigenza…

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