Le semplificazioni per le imprese nella certificazione antimafia

Premessa.

In premessa, con la legge 13 agosto 2010, n. 136 il Parlamento ha conferito delega al Governo con:

l’articolo 1 all’adozione di un Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione;

l’articolo 2 ad emanare un decreto legislativo per aggiornare (e semplificare) la disciplina della documentazione antimafia, con ciò intendendo l’insieme delle comunicazioni e delle informazioni antimafia che le pubbliche amministrazioni devono acquisire prima di stipulare contratti o concedere a soggetti privati provvedimenti di natura concessoria o autorizzatoria.

Orbene, in attuazione di quanto sopra, il Governo ha emanato il decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, il c.d. “Codice antimafia”.
Gli stessi articoli 1, comma 5, e 2, comma 4, della legge n. 136 del 2010 consentivano, inoltre, una delegazione legislativa integrativa e correttiva, entro tre anni dall’entrata in vigore del codice, avvenuta il 13 ottobre 2011, nel rispetto dei principi e dei criteri direttivi recati dalle altre previsioni contenute nei medesimi articoli.
La delega “correttiva”, in scadenza (quindi) il 13 ottobre 2014, è stata dapprima esercitata con il decreto legislativo 15 novembre 2012, n. 218, superando l’originaria impostazione del decreto legislativo n. 159 del 2011 ed andando a prevedere un regime transitorio, sino all’attivazione del sistema informativo, laddove la documentazione antimafia continua ad essere rilasciata dalle Prefetture, utilizzando i collegamenti al CED Interforze ex art. 8 della legge n. 121 del 1981 ed altri sistemi informativi attivati sotto la previgente normativa.
“Il primo periodo di applicazione della nuova disciplina ha costituito un significativo banco di prova che ha consentito di individuare i punti suscettibili di essere migliorati, nell’intento di snellire gli adempimenti amministrativi e rendere quindi più celere ed efficace l’azione di controllo preventivo antimafia”1.
In ultimo, esercitando, ancora una volta, la delegazione legislativa correttiva di cui al citato articolo 2, comma 4, della legge n. 136 del 2010, il Governo ha approvato, il 23 luglio 2014, all’esame preliminare, lo schema di decreto legislativo con il quale sono state introdotte significative misure di semplificazione ed alleggerimento degli oneri amministrativi, che comunque non incidono sul livello di efficacia e di approfondimento delle verifiche antimafia.
Il decreto è stato, quindi, inviato alle Commissioni competenti di Camera e Senato, rubricato come Atto Governo n. 103, per l’espressione del parere di competenza.
Il provvedimento è stato, infine, approvato all’esame definitivo dal Consiglio dei Ministri, durante la seduta n.32 del 6 ottobre 2014.
Si riporta, a seguire, lo stralcio del comunicato stampa della Presidenza in pari data:
“MODIFICHE AL CODICE ANTIMAFIA. Decreto legislativo con disposizioni integrative e correttive al Codice delle leggi antimafia (esame definitivo).
Su proposta dei Ministri dell’Interno, Angelino Alfano, della Giustizia, Andrea Orlando e per la Semplificazione e Pubblica amministrazione, Maria Anna Madia, è stato approvato in via definitiva, il decreto legislativo contenente ulteriori disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, recante Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, nonché nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia, a norma degli articoli 1 e 2 della legge n. 136 del 2010. Il nuovo correttivo che modifica il Codice Antimafia nella parte concernente i controlli amministrativi sugli appalti e su concessioni, erogazioni e finanziamenti pubblici, tiene alto il livello di vigilanza su tale settore e, anzi, ne rafforza l’incisività consentendo di emettere una documentazione interdittiva in tutti i casi in cui siano interessate …

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