Documentazione antimafia: assicurazioni e banche escluse?

  1. Premessa

In premessa, con la legge 13 agosto 2010, n. 136, il Governo è stato delegato ad emanare un decreto legislativo recante il codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, con il compito di effettuare una ricognizione della normativa vigente di natura penale, processuale ed amministrativa, armonizzandola e coordinandola con l’allora nuova disciplina dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata.

La medesima legge ha, poi, delegato il Governo anche alla redazione di un decreto legislativo per la modifica e l’integrazione della disciplina in materia di documentazione antimafia.

Trattandosi in ogni caso di normativa attinente, per un verso, la criminalità organizzata di tipo mafioso e, per altro verso, il procedimento di prevenzione, si è ritenuto opportuno procedere all’attuazione di entrambe le disposizioni di delega mediante un unico decreto. Tale modalità di esercizio della delega, invero, consentirà, da un lato, di ottenere un testo che possa costituire un valido e completo punto di riferimento in materia per tutti gli operatori del diritto e dall’altro di semplificare notevolmente l’attività dell’interprete, evitando la necessità di utilizzare nel testo riferimenti esterni a differenti atti normativi1.

Il Consiglio dei Ministri ha quindi approvato il decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, il c.d. Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione.

Lo schema di decreto legislativo, dopo l’esame preliminare, è stato trasmesso, per i previsti pareri di competenza, alle Commissioni competenti della Camera dei Deputati e del Senato, rubricato come Atto Governo n. 3732.

In Senato, il provvedimento è stato assegnato alle Commissioni riunite 1ª Affari Costituzionali e 2ª Giustizia, che hanno fornito un parere favorevole condizionato, nonché 5ª Bilancio per gli aspetti finanziari, che ha espresso un parere favorevole.

Alla Camera dei Deputati il provvedimento è stato assegnato alla II Commissione Giustizia, che ha espresso un parere favorevole con condizioni, ed alla V Commissione Bilancio, sempre per gli aspetti finanziari, che ha espresso un parere favorevole con condizioni ed osservazioni.

Il Consiglio dei Ministri ha, quindi, approvato, all’esame definitivo il decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, nonché nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 13 agosto 2010, n. 136, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 226 del 28 settembre 2011, in vigore dal 13 ottobre 20113.

  1. Analisi della normativa e considerazioni.

Il comma 1, all’articolo 83, del citato “Codice antimafia dispone che:

Le pubbliche amministrazioni e gli enti pubblici, anche costituiti in stazioni uniche appaltanti, gli enti e le aziende vigilati dallo Stato o da altro ente pubblico e le società o imprese comunque controllate dallo Stato o da altro ente pubblico nonché i concessionari di opere pubbliche, devono acquisire la documentazione antimafia di cui all’articolo 84 prima di stipulare, approvare o autorizzare i contratti e subcontratti relativi a lavori, servizi e forniture pubblici, ovvero prima di rilasciare o consentire i provvedimenti indicati nell’articolo 67”.

Il successivo comma 3 lettera b) prevede che la documentazione di cui al comma 1 non è comunque richiesta per i rapporti fra i soggetti pubblici di cui alla lettera a) ed altri soggetti, anche privati, i cui organi rappresentativi e quelli aventi funzioni di amministrazione e di controllo sono sottoposti, per disposizione di legge o di regolamento, alla verifica di particolari requisiti di onorabilità tali da escludere la sussistenza di una delle cause di sospensione, di decadenza o di divieto di cui all’articolo 67.

Dalla norma in esame si evince, pertanto, che, per l’applicabilità della clausola dall’obbligo dell’acquisizione…

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