Decreto competitività: misure a favore del credito alle imprese

di Federico Gavioli

Pubblicato il 3 settembre 2014

la conversione del cosiddetto 'Decreto Competitività' ha portato all'introduzione di alcuni istituti per agevolare l'accesso delle imprese al credito bancario: ecco una rassegna dei provvedimenti

Il decreto legge n. 91/2014 (cd. decreto competitività) convertito in legge 11 agosto 2014, n. 116, pubblicata sulla G.U. Serie Generale n. 192 del 20-08-2014, Suppl. Ordinario n. 72, contiene misure per il settore agricolo, la tutela ambientale e l'efficentamento energetico dell'edilizia scolastica e universitaria, il rilancio e lo sviluppo delle imprese, nonché per il contenimento dei costi gravanti sulle tariffe elettriche; con il presente commento vediamo di analizzare nel dettaglio l’articolo 22, dai commi 1 a 7, che contiene importanti novità in materia di misure a favore del credito alle imprese.



Eliminata la ritenuta per i finanziamenti alle imprese a medio/lungo termine

Il comma 1, dell’articolo 22, del decreto competitività, esenta dalla ritenuta alla fonte del 26% gli interessi e altri proventi derivanti da finanziamenti a medio e lungo termine alle imprese, erogati da enti creditizi stabiliti negli Stati membri dell'Unione europea, imprese di assicurazione costituite e autorizzate ai sensi di normative emanate da Stati membri dell'Unione europea o organismi di investimento collettivo del risparmio che non fanno ricorso alla leva finanziaria, ancorché privi di soggettività tributaria, costituiti negli Stati membri dell'Unione europea e negli Stati aderenti all'Accordo sullo spazio economico europeo che consentono un adeguato scambio di informazioni.

A tal fine viene aggiunto il comma 5-bis, all'articolo 26, del DPR n. 600 del 1973.

La disposizione in esame mira ad eliminare il rischio di doppia imposizione giuridica, che economicamente risulta di norma traslato sul debitore, al fine di favorire l'accesso delle imprese italiane a costi competitivi anche a fonti di finanziamento estere.

Il successivo comma 2, si prefigge come finalità quello di ampliare l'ambito di applicazione dell’imposta sostitutiva sui finanziamenti a medio e lungo termine, disciplinata dagli articolo 15 e seguenti del D.P.R. n. 601 del 1973 ed oggetto di modifica, da ultimo, per effetto dell’articolo 12 del D.L. n. 145 del 2013.

Il D.L. n. 145 del 2013 ha reso opzionale, anziché obbligatorio, il versamento dell’imposta sostitutiva. E’ possibile, infatti, optare per iscritto, nell’atto di finanziamento, per il pagamento di una imposta sostitutiva; in mancanza di indicazioni nell’atto, verranno invece versate