Le spese di pubblicità del marchio sono deducibili nell’anno in cui sostenute

di Vincenzo D'Andò

Pubblicato il 20 agosto 2014

per le spese di rappresentanza e spese di pubblicità, la Cassazione ribadisce i criteri distintivi: analisi di alcuni casi specifici di deduzione dei costi di sponsorizzazione di eventi sportivi

Impresa: spese di rappresentanza e spese di pubblicità, la Cassazione ribadisce i criteri distintivi.

In una recente pronuncia (ordinanza n. 15193 del 03 luglio 2014), la Corte di Cassazione ha ribadito che mentre costituiscono spese di rappresentanza quelle affrontate per iniziative volte ad accrescere il prestigio e l’immagine dell'impresa ed a potenziarne le possibilità di sviluppo, vanno invece qualificate come spese pubblicitarie o di propaganda quelle erogate per la realizzazione di iniziative tendenti, prevalentemente anche se non esclusivamente, alla pubblicizzazione di prodotti, marchi e servizi, o comunque dell’attività svolta.

La controversia promossa dal contribuente contro l’Agenzia delle entrate è stata definita con la decisione recante il rigetto dell’appello proposto dalla Agenzia contro la sentenza della CTP di Pescara n. 108/3/2009 che aveva accolto il ricorso avverso il diniego di rimborso iva 8/10205.

Il ricorso proposto si articola in quattro motivi.

Nessuna attività difensiva ha svolto la società. Il relatore ha depositato relazione ex art. 380 bis c.p.c. chiedendo l’accoglimento del ricorso. Il presidente ha fissato l’udienza del 4/6/2014 per l’adunanza della Corte in Camera di Consiglio.

 

Decisione

Con primo motivo la ricorrente assume la nullità della decisione in quanto priva di motivazione.

La censura è infondata in quanto la motivazione della sentenza rende possibile l’individuazione del thema decidendum