Interpello negato: ricorsi o no?

di Ignazio Buscema

Pubblicato il 11 luglio 2014

l'omissione del ricorso contro la risposta di interpello comporta conseguenze processualmente pregiudizievoli per il contribuente? L'opinione incerta della Cassazione

Contrasti interpretativi del giudice di legittimità

Orbene, in relazione a tale prova si sono formati due orientamenti del giudice di legittimità.

La natura da attribuire al provvedimento negativo, reso dal Direttore Regionale delle entrate, sull'istanza del contribuente volta ad ottenere il potere di disapplicazione di una norma antielusiva è sta precisata dalla recente sentenza n. 11929 del 26 maggio 2014 del giudice di legittimità .

L’iter logico giuridico adottato da tale pronuncia ha evidenziato i seguenti capisaldi.

  • Va riconosciuto al contribuente la facoltà, non l'onere, di impugnare il diniego del Direttore Regionale delle Entrate di disapplicazione di norme antielusive, atteso che lo stesso non è atto rientrante nelle tipologie elencate dall'art. 19 del d.lgs. n. 546 del 1992, ma provvedimento con cui l'Amministrazione porta a conoscenza del contribuente, pur senza efficacia vincolante per questi, il proprio convincimento in ordine ad un determinato rapporto tributario.

  • Il ricorso contro la risposta all’interpello della D.R.E. è facoltativo, donde la sua omissione non comporta nessuna conseguenza processualmente pregiudizievole per il contribuente.

  • La risposta all'interpello non impedisce alla stessa Amministrazione di rivalutare, in sede di esame della dichiarazione dei redditi o dell'istanza di rimborso, l'orientamento (negativo) precedentemente espresso, nè al contribuente di esperire la piena tutela in sede giurisdizionale nei confronti dell'atto tipico che gli venga notificato, dimostrando in tale sede, senza preclusioni di sorta, la sussistenza delle condizioni per fruire della disapplicazione della norma antielusiva.

  • Non è condivisibile l'equiparazione tra "agevolazione fiscale" e "disapplicazione di norma antielusiva": la prima costituendo un trattamento derogatorio di favore riconosciuto in generale nella ri