Il diritto al contraddittorio: tra i principi della Corte di Giustizia e le eccezioni di incostituzionalità

di Valeria Nicoletti

Pubblicato il 17 luglio 2014

anche la Corte di Giustizia CEE è intervenuta sull'obbligatorietà del contraddittorio nel processo di accertamento tributario: le ultime dalla giurisprudenza

Mentre la Cassazione con l’ordinanza 24739 del 6 novembre 2013, ha rinviato alla Corte Costituzionale l’esame dell’art. 37-bis del DPR 600/1973, nella parte in cui prevede la nullità come conseguenza dell’omesso contraddittorio nell’ipotesi in cui venga contesta l’elusione fiscale1, la Corte di Giustizia con la sentenza 3 luglio 2014, C 129/13 e 130/13, torna a ribadire la centralità del contraddittorio in un’ottica di medietà e garanzia.

Nella citata sentenza la Corte ribadisce i principi espressi nella sentenza Sopropè (sentenza 18 giugno 2008 n. C-349/07) affermando come il diritto al contraddittorio in qualsiasi procedimento è attualmente sancito non solo negli articoli 47 e 48 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, che garantiscono il rispetto dei diritti della difesa, nonché il diritto ad un processo equo in qualsiasi procedimento giurisdizionale, bensì anche nell’articolo 41 di quest’ultima, il quale garantisce il diritto ad una buona amministrazione.

Il paragrafo 2 del citato articolo 41 prevede che tale diritto a una buona amministrazione comporta, in particolare, il diritto di ogni individuo di essere ascoltato prima che nei suoi confronti venga adottato un provvedimento individuale lesivo.

In forza di questo principio, che trova applicazione ogniqualvolta l’Amministrazione si proponga di adottare nei confronti di un soggetto un atto ad esso lesivo, come si afferma nella 3 luglio 2014, C 129/13 e 130/13 che si richiama al punto 36 della sentenza Sopropè, i destinatari di decisioni che incidono sensibilmente sui loro interessi